giovedì,Settembre 23 2021

Costi della politica, i 5 Stelle: «A Vibo la maggioranza non vuole tagliarli»

I due consiglieri e gli attivisti del Meetup: «Ecco le nostre proposte per far diventare finalmente digitale il nostro Comune»

Costi della politica, i 5 Stelle: «A Vibo la maggioranza non vuole tagliarli»
Domenico e Luisa Santoro

Come Don Chisciotte e Sancio Panza, i due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Vibo Valentia si trovano davanti i soliti mulini a vento. Che in questo caso prendono le sembianze figurate dei costi della politica. Un tema su cui Domenico e Luisa Santoro battono dalla campagna elettorale ma che continua a non “bucare” tra i banchi della maggioranza. I due si dicono «esterrefatti dinanzi ai consiglieri di maggioranza scandalizzati per gli articoli giornalistici di critica all’organizzazione della commissioni».

«Fin dal nostro insediamento in consiglio comunale, unitamente ai cittadini attivisti del Meetup di Vibo, il M5S ha presentato vari ordini del giorno per la riduzione dei costi della politica (-30% per riparare le strade). Nelle varie commissioni abbiamo presentato molte proposte per snellire il loro svolgimento, ma soprattutto per far diventare il Comune effettivamente “Digitale” nell’ottica che le commissioni devono essere aperte alla partecipazione dei cittadini».

La questione sarebbe anche legata allo «scollamento politico con la giunta comunale», come si evince «dalle dimissioni della presidente della quarta commissione», una giunta «che considera poco importanti le prese di posizione dei singoli consiglieri, tant’è che le richieste delle commissioni, per come si desume dai verbali, quasi mai vengono esaudite. Oggi, dopo nove mesi di amministrazione, quel regolamento del consiglio comunale è ancora in discussione e le modifiche digitali, approvate ieri, diventano sempre motivo di dibattito. Vi è una parte di consiglieri che ostacola esplicitamente questo passaggio, mentre occorre dire che molti presidenti di commissione lo vorrebbero attuare. Ma tutte le proposte presentate dal Movimento 5 Stelle vengono puntualmente bocciate dalla maggioranza dell’amministrazione Limardo; prevedevano quelle stesse modifiche che oggi diventano nuovamente oggetto di discussione».

Ed ecco le proposte: «Passare al Comune digitale attraverso una serie di misure come: convocazione attraverso la Pec con le stesse modalità con cui viene convocato il consiglio; registrazione audio e sbobinatura digitale automatica delle commissioni e successivo adattamento; pre-invio ai commissari del verbale scritto da approvare previo lettura in sala solo per richiesta di modifiche; organizzazione di un sito internet comunale veramente efficiente». Sullo svolgimento delle commissioni: «Corresponsione del gettone di presenza con un tempo minimo di permanenza in commissione di almeno 30/35 minuti (o 60% della commissione); svolgimento delle commissioni nelle prime ore pomeridiane onde evitare l’onere aggiuntivo dei rimborsi da parte dei datori di lavoro; streaming video di tutti i consigli comunali, delle commissioni e di tutte le assemblee politiche che si svolgono presso il Comune. Per le attrezzature i consiglieri del M5S si sono resi disponibili alla loro donazione (a tutt’oggi non abbiamo ricevuto le specifiche tecniche per il loro acquisto); superamento del calendario settimanale, da considerare solo un’opportunità d’uso della sala».

È motivo di «evidente soddisfazione, per noi del M5S – proseguono i due consiglieri e gli attivisti del Meetup – prendere atto che proprio la trasparenza amministrativa e la conseguente partecipazione democratica, da noi sempre ed insistentemente conclamata, abbia portato ad una pubblicazione, seppur cumulativa, dei verbali di commissione da cui scaturiscono tali evidenze e riportano alla luce argomenti che si pensava o si voleva saturi fino a qualche giorno fa. Perché per noi non basta dichiarare di essere integerrimi e politicamente corretti se poi non dimostri concretamente di farlo. Ed è per questo motivo che avevamo chiesto a tutte le forze politiche di contribuire ai sacrifici richiesti ai cittadini già all’atto dell’approvazione del Piano di riequilibrio, specialmente quando sai già che è solo un modo per prendere tempo, prima di “gettare la fatidica spugna” per un nuovo dissesto. Ma noi resteremo vigili ed attenti affinché le modifiche proposte vadano nella giusta direzione, al fine di rendere conto ai cittadini della quota di fondi pubblici destinata a ristorare i costi della politica delle casse comunali del Comune di Vibo Valentia».

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