Coronavirus e finanza locale, il sindaco Limardo: «Non si facciano saltare i Comuni»

A Vibo si studiano misure che possano permettere di gestire l’emergenza e al tempo stesso non far collassare l’Ente. In attesa di provvedimenti legislativi…
A Vibo si studiano misure che possano permettere di gestire l’emergenza e al tempo stesso non far collassare l’Ente. In attesa di provvedimenti legislativi…
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Il Comune di Vibo Valentia
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Enti locali alle prese con l’emergenza coronavirus non solo sul piano sanitario ma anche su quello amministrativo e, soprattutto, finanziario. Si studiano le ripercussioni che l’emergenza avrà sulle casse comunali, già provate da debiti ed evasione dei tributi. Nulla, sul piano dei pagamenti delle tasse comunali, è stato previsto dal Dpcm 18/2020 che contempla soltanto la sospensione dei termini delle attività di accertamento dall’8 marzo al 31 maggio, rendendo così possibile per il Comune “curare in tale periodo l’istruttoria delle pratiche, senza dover notificare atti di accertamento esecutivo ai contribuenti”.

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A tale proposito, il Comune di Vibo informa di star «provvedendo ad un approfondimento della problematica. Ma nell’Italia bloccata dal coronavirus – spiega l’Ente – rischiano di prosciugarsi in fretta anche le casse dei Comuni. Un effetto collaterale che finora non è emerso più di tanto ma che rischia di avere conseguenze pesanti. Perché i sindaci sono in prima fila nella gestione dell’emergenza sanitaria sul territorio. Perché la paralisi economica rende complicato immaginare di poter incassare nei prossimi mesi l’Imu e la Tari da imprese e attività commerciali fermate dall’ emergenza. Il Governo studia quindi di allargare agli altri tributi locali la sospensione degli obblighi fiscali avviata con il decreto di marzo, a patto di risolvere nella stessa norma il problema di liquidità degli enti locali che rischia di diventare serissimo».

Per il sindaco Maria Limardo: «l’esigenza di bloccare i pagamenti anche nel fisco locale per i contribuenti e le imprese colpite dalla crisi è evidente, ma è altrettanto chiaro che non possiamo far saltare i Comuni. Al momento sono allo studio degli uffici comunali misure che possano permettere di tenere insieme questi due aspetti. Perché la crisi dei Comuni è già in atto e bisogna scongiurare il rischio di un collasso dell’unica istituzione di prossimità di un Paese in ginocchio».

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E, ancora, «le perdite di entrate sono inevitabili con le misure di contenimento che provano a rallentare la diffusione del contagio, ma colpiscono anche gli enti locali che insieme alle Regioni hanno un ruolo chiave nell’ emergenza. Alle Regioni tocca la sfida enorme della sanità, ma ai Comuni spetta il compito altrettanto delicato di assicurare il welfare locale e la gestione delle comunità sul piano sociale. Tanto è vero che lo stesso decreto anticrisi approvato lunedì scorso indirizza le risorse che già ci sono nei bilanci (gli avanzi di amministrazione) o quelle che si possono liberare (con la sospensione per ora parziale dei mutui) per concentrarle sull’emergenza. Un primo passo importante, che però rischia di essere troppo lento nei suoi effetti pratici. Pertanto ho ritenuto opportuno investire il presidente dell’Anci, il collega De Caro, di farsi latore di un’iniziativa in sede governativa per l’adozione di un provvedimento che consenta una rimodulazione dei piani di riequilibrio finanziario pluriennale che, alla luce della nuova congiuntura economica, sono da ritenersi superati contenendo misure oggi inattuabili quali l’implementazione della riscossione allorquando la sospensione dei termini delle attività di accertamento dall’8 marzo al 31 maggio preclude la notifica di atti di accertamento esecutivo ai contribuenti».

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Infine, per il primo cittadino vibonese, «è indispensabile lo stop del pagamento per l’esercizio 2020 della rata dei mutui in essere con la Cassa depositi e prestiti. Solo l’accoglimento di tali proposte in sede nazionale potrebbe dare respiro ai bilanci comunali. Pertanto in attesa di provvedimenti legislativi il margine di manovra è limitato».      

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