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Il sindaco ammette in aula l’impossibilità di procedere all’innesto di una decima figura ma pesa l’influenza di “Liberamente”. Confermato l’ingresso della Franzè che si occuperà di Bilancio e non più di Immigrazione

Politica

Come non detto. Ci siamo sbagliati. Azzeriamo tutto (o quasi) e riprendiamo da dove ci eravamo lasciati”. Suona più o meno così la didascalia della spericolata retromarcia cui il sindaco di Vibo Elio Costa si è visto costretto (dalla normativa e dai malumori interni ed esterni) rispetto all’annunciato allargamento della sua Giunta.

Ad impedirlo, come del resto aveva fatto notare il Pd nei giorni scorsi, è la legge Delrio che fissa a nove la soglia massima di assessori per un capoluogo di provincia delle caratteristiche di Vibo Valentia. Ma a sconsigliare il sindaco ad azzardare una mossa che mirava a tenere a bada le pretese dei tanti gruppuscoli in cui è ormai balcanizzata la sua maggioranza, sono stati anche i segnali pervenuti da altre fazioni, pronte in caso contrario a staccare la spina. Come quelli inviati dal gruppo “Liberamente insieme” che si identifica nell’asse Lico-Giamborino.

A farne le spese il già assessore al Commercio Nico Console. Lo stesso che meno di una settimana fa, nel corso della famigerata conferenza stampa a tre (Costa, Luciano, Mangialavori) aveva appreso di essere destinatario di un cambio di delega e di dover assumere l’incarico di responsabile del Bilancio, area dalla quale contestualmente veniva defenestrata Raffaella Imeneo.

Console cederà verosimilmente il passo a Katia Franzè che dunque non assumerà più la delega (per molti “fantasiosa”) all’Immigrazione ma, più pragmaticamente, dovrà occuparsi di firmare conti consuntivi e bilanci di previsione. Come dire: un assessore dalle competenze “multitasking”.

Il tutto si è consumato nel giro di pochi minuti nel corso della prevista seduta di consiglio comunale convocata per votare una variazione allo statuto che lo stesso sindaco ha descritto poi come non consentita dalla legge e dunque liquidata senza alcuna discussione. Cosi come nessuna discussione si è registrata in merito alla futura composizione della Giunta, che tuttavia appare ormai chiara: entreranno, come già annunciato, i referenti di Luciano e Mangialavori, Russo (Ambiente) e Pascale (Commercio), e, come detto, Franzè al Bilancio in vece di Nico Console (quando fino a pochi minuti prima delle 14 sembrava più che concreto il rischio che a lasciare lo scranno nell’esecutivo dovesse essere Laura Pugliese, delegata all’Urbanistica).

A fare un passo avanti è stato però lo stesso Console, il quale, a margine di questa commedia degli equivoci, ha inviato alla stampa una missiva di fuoco in cui ha annunciato le proprie dimissioni. Considerato che, ha argomentato, «l'iniziale confusione politico-amministrativa si è gravemente e pubblicamente accentuata negli ultimi giorni, rischiando di protrarre ingiustificatamente ed ulteriormente la trattazione dei problemi reali che attanagliano la nostra città; che tale stato di cose, nonostante il generoso spirito di servizio personale e giornaliero di alcuni meritevoli assessori, continua ad impedire, con la dovuta serenità e nell’interesse esclusivo dei cittadini, la prosecuzione del mandato assessorile conferitomi per continuare ad affrontare i problemi dei settori cui sono stato delegato; che i criteri e gli accordi politici sulla base dei quali si è formata e costruita la maggioranza civica non sono più, unilateralmente, ritenuti validi poiché superati dalle pressanti ambizioni di instabili singoli consiglieri, nonché dalle quotidiane richieste di singoli gruppi che, prescindendo da un necessario concreto confronto sui reali problemi della città e sui risultati conseguiti da pochi volenterosi nonostante le difficoltà economiche in cui versa l’Ente, continuano ad avere come solo interesse l’accrescimento del proprio potere; con la presente rassegno formalmente le mie dimissioni dal ruolo di assessore rimettendo il mandato, da lei affidatomi, che ho fin qui avuto il lusinghiero onere ed il grande onore di svolgere liberamente e coerentemente, nel solo ed esclusivo interesse della collettività vibonese e in conformità al suo programma elettorale».

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