Vibo, maggioranza alla prova del Psc dopo le figuracce precedenti

Ma sullo strumento urbanistico in aula sarà battaglia. Il Movimento 5 Stelle: «È aberrante, auspica solo la creazione di inutili nuove case e nuove tasse»
Ma sullo strumento urbanistico in aula sarà battaglia. Il Movimento 5 Stelle: «È aberrante, auspica solo la creazione di inutili nuove case e nuove tasse»
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Buona la terza? Si vedrà. Ma stavolta non sembrano esserci ostacoli all’approvazione definitiva del Piano strutturale comunale. L’importante documento urbanistico approderà nel consiglio comunale di Vibo Valentia domani mattina, unico punto all’ordine del giorno. Dopo le sedute precedenti saltate nel fuggi fuggi generale per via del caso Lo Bianco, e dopo che in città era stato invitato anche l’architetto Francesco Karrer, redattore del Piano stesso, che ha assistito al teatrino di una maggioranza imbarazzata che ha abbandonato l’aula, stavolta non dovrebbero esserci intoppi.

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Il lungo travaglio per definire uno strumento urbanistico in grado di disegnare il futuro sviluppo della città è iniziato nel lontano 2004. Con questo atto  si porteranno, nelle intenzioni dei redattori e dei promotori, la città e le sue frazioni al passo con le normative ed i regolamenti nazionali ed europei anche in materia ambientale. Lo scorso marzo lo studio di Karrer aveva consegnato l’ultimo documento mancante: l’adeguamento del Regolamento edilizio e urbanistico (Reu, quest’ultimo già approvato dal Comune) al Regolamento edilizio tipo approvato dalla Regione.

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L’architetto Karrer (al centro) nell’attesa, vana, di discutere sul Psc durante la seduta del 3 luglio scorso

Il Psc, però, non elimina i vincoli imposti dalle ordinanze del commissario delegato all’emergenza seguita all’alluvione del 2006, che ha stabilito la totale inedificabilità nelle zone ad alto rischio idrogeologico R3 ed R4, che comprendono tutta l’area delle frazioni marine. In questa direzione sta andando invece uno studio, già commissionato ad un tecnico dall’ente, che dovrà illustrare la mutata situazione rispetto all’alluvione e sottoporla all’esame del distretto dell’Appennino meridionale (che ha sostituito la vecchia Autorità di bacino regionale); sarà questo ente a decidere se in tutto o in parte si potrà procedere alla rimozione dei vincoli, anche in base ad una situazione migliorata per via degli interventi sui fossi e su altri ambiti.

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Ma in aula c’è già chi annuncia battaglia, come il Movimento 5 Stelle. Il capogruppo Domenico Santoro ha depositato una serie di emendamenti che verranno presentati domani. L’assunto è che questo Piano sia «assolutamente da bocciare» almeno per tre motivi: «Consumo di suolo aberrante (781 ettari); incertezza tecnica; inutili tasse (Imu). La Grande Vibo – afferma Santoro – dovrà aspettare poiché il Psc propone la solita aberrante espansione dei decenni passati, mentre la società va verso la rigenerazione edilizia (superbonus) ed urbanistica (periferie). Nessun piano verso la legalità ed un progetto per il futuro economico per giocare un ruolo importante nel panorama regionale, c’è solo la speranza di nuove case. I nostri emendamenti propongono di allontanare l’espansione e di riportare le certezze tecniche e quindi legalità e una maggiore attenzione alla storia greca della città».