martedì,Dicembre 7 2021

Nicotera, D’Agostino: «Consigli in streaming… ma il sindaco guida gli assembramenti»

Il gruppo consiliare d’opposizione Movi@vento inoltra una nuova diffida in Prefettura. Il capogruppo: «Non vorremmo che la pandemia divenisse la scusa per sospendere la democrazia»

Nicotera, D’Agostino: «Consigli in streaming… ma il sindaco guida gli assembramenti»
Il municipio di Nicotera

«Con comunicazione del 18 dicembre 2020, il presidente del Consiglio comunale di Nicotera ha convocato la prossima adunanza consiliare per la data del 28 dicembre prossimo, non in presenza ma in tele-conferenza. Ancora una volta la motivazione espressa per questa scelta è la necessità di evitare i rischi del contagio da Covid-19. Che pare agiscano soltanto quando ci sono da limitare le forme di partecipazione democratica fino ad arrivare a Consigli comunali privi di quella pubblicità che il testo unico sugli enti locali, lo statuto e lo stesso regolamento del Consiglio comunale, prescrivono inderogabilmente. La stessa circolare del ministero degli Interni del 27 ottobre 2020 ammette tale modalità, ma in subordine rispetto alla prima, cioè l’adunanza in presenza …quest’ultima, ovviamente, con tutti gli accorgimenti che conosciamo e che vediamo quasi quotidianamente nei resoconti televisivi delle adunanze dei parlamenti e parlamentini di tutta Italia».

È quanto afferma in un intervento inviato alla stampa il capogruppo della compagine Movi@Vento, gruppo d’opposizione al Comune di Nicotera, Antonio D’Agostino. Per il portavoce della minoranza : «vi è di più. Se è vero come è vero che il presidente sub partem, si permetta di non rispondere neppure a una legittima richiesta del nostro gruppo consiliare che chiede di convocare la commissione dei capigruppo per concordare proprio quelle modalità atte a garantire la pubblicità delle adunanze (in presenza o meno) e, inoltre, i punti che intendiamo anche noi porre all’ordine del giorno. Arroganza e prevaricazione al potere, dunque? – si chiede D’Agostino – Pare proprio di sì. Non vorremmo allora che questa maledetta pandemia, oltre alla sospensione che continua a produrre: negli stati d’animo, nella socialità, nella comunicazione – quella vera e non virtuale – diventi, a beneficio di qualcuno, anche uno squallido tentativo di sospendere la democrazia. Quello stesso “qualcuno” che, con l’avallo e la partecipazione attiva dei suoi sodali, non teme il virus, e anzi lo sfida, quando deve farsi i selfie o promuovere e guidare pericolosi e documentati assembramenti per celebrare le sue fatue luminarie, volte ad abbagliare i propri concittadini, nella speranza forse di coprire l’inadeguatezza politica e amministrativa sua e della sua squadra».

Ecco che D’Agostino domanda: «Cosa fare dunque? La diffida (peraltro per la seconda volta) a non svolgere, un Consiglio a nostro parere illegittimo, noi l’abbiamo inoltrata. Così come altre denunce di abusi, scorrettezze e inadempienze, verificatisi in questi mesi, sono sul tavolo del prefetto, datati e protocollati. Parliamo di commissioni mai convocate. Delibere approvate e mai eseguite. Interrogazioni che cadono nel nulla. Scadenze fondamentali per l’approvazione di fondamentali atti contabili, passate in cavalleria, ecc. ecc. Ora ognuno svolga il suo compito. Noi riteniamo di aver atteso al nostro, in scienza e coscienza e nel rispetto del mandato ricevuto dai nostri elettori.  A maggior ragione ce lo aspettiamo da chi è chiamato a svolgere quello più delicato e più importante per l’intera collettività: garantire l’agibilità democratica. Che non è diversa se parliamo di un parlamentino comunale o del grande parlamento nazionale» conclude.

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