giovedì,Maggio 6 2021

Nicotera, Movi@Vento abbandona il Consiglio: «Basta bugie»

Nuovo atto d’accusa del capogruppo D’Agostino al sindaco Marasco: «I suoi comportamenti espongono il Comune al rischio di un altro scioglimento»

Nicotera, Movi@Vento abbandona il Consiglio: «Basta bugie»

«Ancora una volta, la seconda, il nostro gruppo consiliare di opposizione ha abbandonato la seduta del Consiglio comunale svoltosi ieri. Per la verità l’avevamo anche preannunciato nel momento in cui, mettendone al corrente il prefetto di Vibo, che come Godot si sta facendo attendere troppo, denunciavamo il persistere di una prassi che, senza tema di smentita, giudichiamo illegittima in quanto contravviene all’art. 38 del Tuel (Testo unico degli enti locali) e ai successivi provvedimenti che, fino ad oggi, prevedono e impongono tutti la pubblicità e la trasparenza delle adunanze».

Lo riferisce in una nota Antonio D’Agostino, capogruppo di Movi@vento, compagine di minoranza in Consiglio comunale e Nicotera. Dopo un primo botta e risposta a mezzo stampa con il sindaco Giuseppe Marasco – e dopo le diffide presentate in Prefettura dallo stesso D’Agostino – il punto è ancora una volta la pubblicità delle sedute di Consiglio comunale che si continuano a svolgere in remoto. «Come assicurarla in tempo di Covid?» domanda D’Agostino. «L’abbiamo già scritto giorni fa in un’altra nota: basterebbe agli “esperti” informatici di Palazzo Convento, in primis al presidente del Consiglio, documentarsi su quello che fanno già tantissimi comuni utilizzando le varie piattaforme telematiche disponibili, in primis il canale Youtube. Inoltre, costituendo la modalità della video-conferenza una variante al regolamento del funzionamento del Consiglio comunale vigente, sopravvenuta a causa della pandemia in corso e quindi da definire nei particolari, essa dovrebbe essere discussa e concordata con i capigruppo, alla cui commissione il regolamento del nostro Comune demanda proprio il compito di stabilire lo svolgimento dei lavori di ogni adunanza. È ciò che abbiamo chiesto ripetutamente con posta certificata al presidente del Consiglio sub partem. E lui non ci ha neppure risposto, compiendo una grave scorrettezza istituzionale, aggravata da sprezzanti e fuorvianti commenti successivi …ma al riparo dei social. E come ha invece risposto alla nostra pregiudiziale, posta all’apertura del Consiglio di ieri? Semplicemente facendo il replicante del suo “principale”: “va tutto bene così perché così dice la legge”. Quale legge? La loro? Quella del “ghe pensi mi” (visto il referente meneghino di Marasco) …o del “noi siamo noi e voi non siete un c…” del marchese del Grillo di sordiana memoria? Quindi vadano pure in malora la trasparenza e la pubblicità delle sedute del Consiglio comunale. E magari si può raccontare ai propri amministrati, quelli creduloni, che tutto ciò viene fatto per tutelarli dal contagio dell’infezione. E tutto col condimento di un’abbondante dose di bugie, come quella di dire che la pubblicità dei Consigli è assicurata dalle registrazioni di tutte le adunanze sul sito del Comune. E che importa se l’ultimo audio risale alla seduta di settembre 2020?»

Per D’Agostino si è di fronte al «classico e furbo metodo delle mezze verità, peggiori e più vigliacche delle bugie totali; come quando il sindaco afferma che viene data risposta tempestiva alle nostre interrogazioni. Lo si è visto infatti anche nell’ultimo consiglio di ieri, dove non è stata inserita nessuna delle quattro da noi poste in merito a temi rilevanti (che ci riserviamo di pubblicare) come: il probabile inquinamento del San Giovanni conseguente a uno scarico sospetto; il divieto di uso dell’acqua di due fontane pubbliche avvenuto a distanza di oltre due mesi dall’analisi di non potabilità (interrogazione presentata il 7 dicembre, quindi 21 giorni prima del Consiglio); la distribuzione dei buoni spesa e alimentari operando in modo trasparente e da non escludere alcuno; il mancato rispetto del termine di approvazione del piano economico finanziario, scaduto il 12 novembre scorso. Avanti così, dunque! Ma lo sanno o no, il sindaco e la sua corte silente, cosa c’è al capolinea di questi comportamenti? Sono consapevoli o no del rischio sempre maggiore di un nuovo scioglimento anticipato della consiliatura, che continuerebbe a macchiare la storia del nostro comune? Ora, se Marasco intende smentire ciò che stiamo dicendo, accetti il confronto, carte alla mano, e non lo eviti, fuggendo come ha sempre fatto fin qui. Lo faccia in presenza, in remoto o come preferisce. Ma eviti per carità di patria e per sua decenza personale di ingannare i suoi concittadini. Perché le sue bugie hanno le gambe sempre più corte e l’effetto collaterale sarebbe un allungamento del diminutivo del suo nome …che però lascio indovinare ai lettori».

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