Vaccinazioni nel Vibonese, Calabria: «Miceli disegna una realtà grottesca»

Per il consigliere comunale di Vibo, il quadro prospettato dal direttore sanitario dell’ospedale è preoccupante: «Secondo quanto afferma per vaccinare tutti ci vorrebbero sette anni»
Per il consigliere comunale di Vibo, il quadro prospettato dal direttore sanitario dell’ospedale è preoccupante: «Secondo quanto afferma per vaccinare tutti ci vorrebbero sette anni»
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«“Nei giorni normali si prevede di vaccinare almeno 90 persone al giorno, che sono numeri importanti, mentre quando è festivo una ventina, perché vacciniamo solo di mattina”. Le recenti dichiarazioni del direttore sanitario dell’ospedale di Vibo Valentia, Michelangelo Miceli, hanno un effetto straniante su chi ha avuto la ventura di ascoltarle. Straniante perché i destinatari di questo trionfalistico quanto insensato messaggio si ritrovano dapprima a tirare un sospiro di sollievo rispetto al presunto buon andamento della vaccinazione, per poi rinsavire ed essere costretti a prendere in mano la calcolatrice e svelare così la gravità di quelle stesse affermazioni».

Ad affermarlo è il consigliere comunale di Vibo Valentia Giuseppe Calabria. «Somministrare le dosi anti-Covid a 90 persone a settimana – continua – significa vaccinare 560 persone a settimana, cioè 2.240 al mese e 26.880 all’anno. Se calcoliamo che i cittadini della provincia di Vibo a cui dovrà essere inoculato il vaccino sono circa 200mila, si comprende che, per completare la campagna secondo il ritmo indicato da Miceli, ci vorranno più di sette anni. Delle semplici moltiplicazioni – spiega ancora – hanno insomma svelato la gravità della situazione in cui ci troviamo e la immotivata soddisfazione di un direttore sanitario che presenta come sensazionali dati in realtà parecchio sconfortanti. La speranza è che i vertici dell’ospedale di Vibo si rendano conto della grottesca realtà disegnata dalla loro stessa organizzazione e che si adoperino fin da subito per invertire la rotta e assicurare una campagna di vaccinazione tempestiva e accurata. La nostra provincia ha bisogno di ripartire subito e non di gente che dà, letteralmente, i numeri».