mercoledì,Ottobre 27 2021

Sanità Vibo, bando pubblico per nuovi fisioterapisti: dopo tre anni nulla di fatto

Il concorso pubblicato dall’Azienda sanitaria provinciale addirittura il 10 ottobre del 2018. Previsti contratti a tempo indeterminato

Sanità Vibo, bando pubblico per nuovi fisioterapisti: dopo tre anni nulla di fatto
La sede dell'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia

Una storia che sembra non debba finire mai quella del concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di ben sette posti di collaboratore professionale sanitario-fisioterapista con contratto a tempo indeterminato e con il 50 per cento dei posti riservati al personale attualmente in servizio. Dopo tre anni nessun candidato è stato ancora valutato, nessuna graduatoria di merito è stata fatta, tanto meno assunzioni. Vicenda, insomma, di ordinaria lentezza burocratica e di pastoie amministrative che spesso e volentieri ritardano in maniera esasperante la normale attività di un Ente pubblico. Mentre il tempo passa inesorabilmente, i problemi aumentano, i sanitari interni magari rinunciano, gli esterni scappano altrove e la sanità pubblica vibonese non riempie gli organici e, dunque, fatica a dare riposte agli utenti. [Continua in basso]

I fatti

Il bando per l’assunzione dei sette fisioterapisti è stato pubblicato dall’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia addirittura il 10 ottobre del 2018, altro management rispetto a quello presente oggi negli uffici di via Dante Alighieri. La domanda per poter partecipare al concorso scadeva il 13 dicembre dello stesso anno. Mentre per la nomina della commissione esaminatrice si è dovuto attendere due anni e mezzo: l’incarico da parte dell’Azienda sanitaria è arrivato soltanto il 15 aprile di quest’anno, 2021. Ma non basta: sì, perché appena pochi giorni dopo, per la precisione il 27 aprile, un componente della suddetta commissione ha deciso di rinunciare all’incarico e, pertanto, il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria Maria Bernardi ha dovuto procedere con la sua sostituzione. Fatto, questo, che ha provocato degli ulteriori rallentamenti nelle procedure concorsuali. La nomina ufficiale del sostituto, infatti, è giunta nella giornata di mercoledì, 15 settembre, – ossia dopo quasi cinque mesi dalla rinuncia del titolare – con l’approvazione di una delibera da parte del commissario Bernardi che ha dato il disco verde alla sostituzione del componente dimissionario e dato ufficialmente incarico al nuovo titolare. Adesso – sperando che non vi siano ulteriori intoppi – la commissione esaminatrice dovrà procedere con la valutazione dei candidati, i quali, oltre ai titoli in possesso, saranno giudicati sulla base del punteggio ottenuto in specifiche e complesse prove d’esame.

Le prove d’esame

Ricordiamo, dunque, le prove che i candidati al concorso dovranno sostenere per fare comprendere cosa dovrà esaminare la commissione incaricata: prova scritta: redazione di una relazione su un argomento inerente la professione di fisioterapista e soluzione di quesiti a risposta sintetica; prova pratica: esecuzione di tecniche specifiche o predisposizione di atti connessi alla qualificazione professionale richiesta; prova orale: colloquio su argomenti inerenti il profilo professionale di fisioterapista. Sarà inoltre verificata la conoscenza base di una lingua a scelta tra l’inglese e il francese e la competenza nell’uso e nelle applicazioni di informatica di base. [Continua in basso]

Altro tempo ancora

Un lavoro, dunque, impegnativo quello che dovrà svolgere la commissione e che richiederà inevitabilmente tanto altro tempo ancora prima di arrivare a stilare una graduatoria di merito definitiva per poi poter procedere alle assunzioni da parte dell’Azienda sanitaria vibonese. Nel frattempo, tuttavia, è lecito pensare che diversi candidati, interni compresi, possano magari avere fatto altri concorsi pubblici in altre Azienda sanitarie d’Italia, o abbiano magari trovato lavoro nel settore privato o chissà che altro ancora. Tre anni di attesa (semplicemente fino ad oggi) nella vita delle persone sono effettivamente molti. E non tutti hanno il tempo dalla loro parte, la pazienza e, soprattutto, la possibilità economica di poter attendere che vengano finalmente avviate le procedure concorsuali. Molto probabile, quindi, che alcuni, compresi gli interni, decidano magari di non si presentarsi più a sostenere le prove previste dal bando pubblicato dall’Asp nell’oramai lontano 10 ottobre del 2018.

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