giovedì,Settembre 29 2022

Pronto soccorso del Vibonese senza medici, ma al concorso non si presenta alcun candidato

L’Azienda sanitaria provinciale costretta a bandire un nuovo Avviso per reclutare (questa volta a tempo determinato) medici da destinare alla medicina d’urgenza e tentare così di colmare la grave carenza di organico

Pronto soccorso del Vibonese senza medici, ma al concorso non si presenta alcun candidato
L'ingresso del Pronto soccorso dell'ospedale di Vibo

Nessun candidato si fa vivo all’ultimo concorso pubblico bandito per assumere nuovi medici e, dunque, l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, per come disposto dalla proponente Unità di gestione e sviluppo delle risorse umane e formazione, ha dovuto bandire in tutta fretta un Avviso pubblico per il conferimento di incarichi, questa volta a tempo determinato, a tre medici, disciplina chirurgia e medicina di accettazione e di urgenza, della durata di sei mesi. Parliamo dei Pronto soccorso degli ospedali del Vibonese (che comprendono anche il servizio di 118 e la Rianimazione): ossia quelli dei nosocomi di Vibo Valentia, Tropea e Serra San Bruno ridotti ormai con pochissimo personale in servizio che, peraltro, viene costantemente sottoposto a turni di lavoro massacranti pur di riuscire ad assicurare i servizi alla collettività. [Continua in basso]

Andato deserto il concorso bandito dall’Asp a tempo indeterminato

Il bando pubblico per l’assunzione (si spera questa volta) dei tre medici da destinare ai tre Pronto soccorso è stato approvato dal commissario straordinario dell’Azienda sanitaria Giuseppe Giuliano. Dalla sede di via Dante Alighieri, insomma, corrono nuovamente ai ripari perché, «al fine di garantire le prestazioni previste dai livelli essenziali minimi di assistenza (Lea) alla popolazione del territorio dell’Azienda sanitaria, si rende necessario reclutare in tempi brevi tre professionisti specialisti nella suddetta disciplina». L’assoluta urgenza di assumere sanitari è dettata – questa la denuncia da parte del direttore ad interim dell’Unità operativa Sabrina Caglioti – «dalla grave carenza di personale medico, ad oggi perdurante, nell’ambito della chirurgia e medicina di accettazione e di urgenza». Sì, perché al concorso pubblico, indetto qualche tempo fa, per titoli ed esami, per la copertura a tempo pieno e indeterminato, di tre posti di dirigente medico specialista in chirurgia e medicina di accettazione e di urgenza, «non ha partecipato alcun candidato», per come si legge nella delibera del commissario.

Ma non basta: la grave carenza di personale medico, infatti, nei suddetti reparti, non è stata colmata – considerata la mancata adesione da parte di nuovi medici – neppure con l’indizione di Avvisi per il conferimento di incarichi a tempo determinato o di incarichi libero professionali, aperti alla partecipazione anche di professionisti regolarmente iscritti al corso di formazione specialistica nella disciplina messa a concorso o in disciplina affine o equipollente (a partire dal terzo anno di frequenza del corso). Insomma, nelle strutture sanitarie pubbliche del Vibonese non vuole davvero venire nessuno a lavorare. Ormai sono davvero tanti gli Avvisi pubblicati per assumere nuovo personale da parte dell’Asp. Ma nulla da fare: detti bandi o vanno completamente deserti oppure, dopo avere accettato inizialmente l’incarico, i medici interessati si pentono e rinunciano. Tradotto: scappano letteralmente. Probabilmente scoraggiati anche dalle condizioni poco moderne ed efficienti nelle quali si trovano oggi gli ospedali del territorio.  

A inizio luglio prorogato il lavoro straordinario

Intanto, proprio in virtù della grave carenza di organico, da inizio luglio e fino al 30 settembre prossimo, per i dirigenti medici attualmente in servizio nei Pronto soccorso degli ospedali di Vibo Valentia, Serra San Bruno e Tropea è stato prorogato il lavoro straordinario. Bisogna, infatti, assicurare necessariamente «le attuali attività assistenziali e dei servizi nei presidi aziendali ricorrendo, dove necessario ed indispensabile, all’attività aggiuntiva per carenza di personale nelle suddette Unità operative». Ancora una volta, dunque, l’Azienda sanitaria provinciale è ricorsa obbligatoriamente alle prestazioni aggiuntive per colmare quello che si può oramai definire il vero e proprio cancro della sanità pubblica vibonese: vale a dire la grave, cronica e, ad oggi, sembrerebbe del tutto insanabile carenza di personale medico-sanitario.

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