martedì,Giugno 18 2024

Disagi in obitorio a Vibo, ingresso principale sbarrato e monta la protesta

Gli utenti sottolineano l’incomprensibilità della scelta ed i problemi per gli anziani, per chi ha problemi di deambulazione ma anche per tutti coloro che si ritrovano ora a dover attraversare i locali del Pronto soccorso

Disagi in obitorio a Vibo, ingresso principale sbarrato e monta la protesta
L'ingresso dell'obitorio allo Jazzolino di Vibo e nel riquadro la chiusura del cancello

Disagi su disagi all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia a seguito della decisione della direzione sanitaria di far accedere all’obitorio i familiari dei defunti transitando dai locali del Pronto soccorso. Un percorso assolutamente inopportuno – ci segnala un lettore – sia perché costretti ad assistere all’arrivo di ambulanze e veicoli che trasportano persone in gravi condizioni, sia perché il percorso molto lungo arreca disagi soprattutto a persone anziane o con problemi di deambulazione. La direzione sanitaria, anziché trovare una soluzione attraverso l’apertura di un varco pedonale che impedisca l’accesso incontrollato di veicoli non autorizzati, ha preferito ricorrere a una soluzione drastica e incomprensibile, infischiandosene dei disagi arrecati ai cittadini, già provati dal dolore per la perdita di un proprio caro”. A denunciare la situazione e idisagi legati alla decisione di chiudere la porta carraia in prossimità dell’obitorio dell’ospedale, anche Mary Sorrentino, presidente della Fondazione Federica per la vita, e madre di Federica Monteleone, la 16enne di Vibo Marina tragicamente scomparsa a seguito di un black out elettrico in sala operatoria. Pure per la Sorrentino ci si trova dinanzi a “scelte prive di criterio, irrazionali, che dimostrano insensibilità verso l’utenza e, in particolare, verso gli anziani e coloro che hanno problemi di deambulazione”. Mary Sorrentino si trovava in ospedale per un lutto accanto ai familiari di altro defunto. “Due salme, due famiglie ed il disagio per un passaggio che inspiegabilmente troviamo chiuso. Abbiamo chiesto chiarimenti ad uno degli addetti, la risposta che abbiamo avuto è desolante: Ordini dall’alto, non abbiamo le chiavi, quell’accesso non ha motivo di restare aperto per l’utenza”. In realtà si tratta dell’unico accesso in obitorio dall’esterno. “Così chi non riesce a camminare o fatica a farlo, chi è in una carrozzina – sottolinea Mary Sorrentino – deve sobbarcarsi diverse centinaia di metri in un percorso fatto di ostacoli, rampe e barriere architettoniche”.

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