Centro trasfusionale e donazione del sangue a Vibo, soluzioni cercasi

Proficuo incontro tra l’Avis e i vertici dell’Asp per conoscere il futuro del sistema, sospeso da quasi tre anni e con il compito affidato esclusivamente ai volontari
Proficuo incontro tra l’Avis e i vertici dell’Asp per conoscere il futuro del sistema, sospeso da quasi tre anni e con il compito affidato esclusivamente ai volontari
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Ha avuto risvolti positivi l’incontro voluto ieri nella sala consiliare della Provincia dall’Avis provinciale per conoscere dai vertici Asp quale futuro attendersi dal sistema trasfusionale e della donazione a Vibo, dove da quasi tre anni il Sit è sospeso dal raccogliere sangue, facendo ricadere tale compito interamente sull’Avis, con conseguente riduzione delle sacche raccolte. Con la moderazione del giornalista Valerio Colaci ed assenti giustificati tra i relatori il presidente provinciale Avis di Catanzaro, Pietro Parrottino, ed il responsabile del centro trasfusionale, Nicola Rovito, hanno porto i saluti e lodato il volontariato il presidente della provincia Salvatore Solano, il presidente del Csv Roberto Garzulli ed il vicepresidente Aido, Pino Conocchiella, rammaricato per la non piena affermazione della cultura della donazione degli organi in Calabria.

Ringraziando il direttore generale amministrativo dell’Asp Elisabetta Tripodi per la disponibilità sul problema, causato dalla carenza di personale medico ed infermieristico, ha avviato i lavori la presidente provinciale Avis Caterina Forelli, la quale ha ricostruito la vicenda, auspicando di poter superare l’empasse e ridare all’Avis la garanzia di autosufficienza nella raccolta. Il problema, causato dal piano di rientro sanitario che ha bloccato le assunzioni, non è irrisolvibile per Elisabetta Tripodi, che ha confermato l’impegno per provare a venirne a capo a partire dal 2020, cercando di tamponare, ove possibile, con l’assunzione di un medico a tempo determinato. Auspicando una rapida soluzione il presidente regionale Avis, Rocco Chiriano, si è soffermato sull’evoluzione della donazione in Calabria, con particolare riferimento a Vibo, che a causa del problema discusso ha visto ridursi il proprio apporto nella raccolta, aumentata, però, in termini generali, grazie all’incremento delle articolazioni territoriali e ad altre iniziative di prevenzione utili a contrastare la disaffezione alla donazione. Sul finale, dopo la consegna di targhe agli ospiti, il più commovente momento della serata: il conferimento della “Croce al merito internazionale del sangue” a Tommaso Mandaliti, membro della segreteria provinciale e fondatore dell’Avis comunale di Capistrano, distintosi per l’impegno attivo e da donatore.

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