martedì,Luglio 27 2021

La maestra vibonese e l’ospedale in Africa costruito con i suoi risparmi

Angelina dedicò tutta la sua vita all'educazione dei bambini di Vibo Marina, vicina alla morte decise di destinare i suoi averi all'aiuto di una zona povera del mondo. Nacque così nel 2000 l’Health Centre “Zia Angelina” in Uganda

La maestra vibonese e l’ospedale in Africa costruito con i suoi risparmi
L'ospedale in Uganda e, in foto, la maestra Angelina

Non basta fare il bene, bisogna anche farlo bene. Forse è stata questa la massima che ha ispirato l’azione della maestra Angelina. Nata nel 1906, dedicò tutta la sua vita a fare la maestra, ruolo che assolse per 44 lunghi anni presso la scuola elementare Presterà di Vibo Marina, ad oggi ancora chiusa dopo tre anni per inagibilità dell’edificio, fatto costruire negli anni ‘30 del secolo scorso per volere del filantropo Umberto Zanotti Bianco.
Prima della sua morte, avvenuta nel 1998, la maestra Angelina, personaggio carismatico ma dalla vita umile, scrive il suo testamento spirituale, in cui manifesta la volontà che tutti i suoi risparmi vengano destinati per realizzare «qualcosa di veramente utile in un territorio povero del mondo, ma che sia soprattutto utile alle mamme e ai bambini». Non indica alcun luogo in particolare ma, come un messaggio lasciato futura memoria, lascia all’interno della Bibbia, riposta sul suo comodino, un santino raffigurante i Martiri dell’Uganda, 32 giovani bruciati vivi nel 1886 per essersi rifiutati di abiurare la loro fede cristiana. [Continua in basso]

Dopo la sua morte, il più grande dei nipoti, Enzo, medico gastroenterologo, riallaccia quasi per caso i rapporti con un suo compagno d’università, medico come lui, ma che aveva deciso di esercitare la sua professione, come missionario, in uno dei luoghi più dimenticati del mondo: l’Uganda. Pino Fiorucci, questo il nome del medico-missionario, confida ad Enzo un suo vecchio sogno: la costruzione di un ospedale in Uganda per assistere gli ultimi del mondo, sogno rimasto sempre nel cassetto in quanto per farlo diventare realtà servivano dei soldi che purtroppo non sapeva dove trovare. Come per un volere divino, il grande desiderio di zia Angelina e il sogno del dottor Fiorucci s’incontrano e prende forma l’idea di destinare i risparmi della maestra vibonese al progetto umanitario fortemente voluto da Pino Fiorucci, aderente al Movimento dei Focolari, diffuso nei cinque continenti e formato da persone delle più diverse condizioni sociali ma accomunati dall’impegno ad essere seme di un mondo più solidale, più unito, ispirato ai principi del Vangelo. Nel 2000 viene, così, inaugurata a Namugongo-Kampala (Uganda), l’Health Centre “Zia Angelina”. Il posto è molto vicino al luogo che fu teatro della tragedia dei 32 Martiri dell’Uganda.

Il dottor Fiorucci, diventato responsabile sanitario della clinica, così scriveva in una sua lettera: «Qui sono accadute molte cose straordinarie che hanno trasformato la mia vita e anche quella di tanti attorno a me. Due anni sono trascorsi da quando qui in Uganda cominciammo ad immaginare quanto fosse bello ed importante aiutare la gente nei loro bisogni reali. Il nostro sogno, la mia missione, era quella di costruire un pezzetto di Africa Nuova, dove lavoro, sviluppo e dignità umana divenissero realtà e possibile modello per un futuro migliore. Una forza interna ci spingeva, una tangibile sensazione che eravamo strumenti che Dio stava usando per un progetto che era suo e non poteva non realizzarsi. Un colpo di scena: una telefonata da Vibo Marina. Un mio collega d’università a Perugia, medico anche lui, che non sentivo da tanti anni, mi parlò di sua zia Angelina, una maestra elementare che aveva dedicato la sua intera esistenza all’educazione dei bambini. Alla sua morte aveva chiesto alla famiglia di donare tutti i suoi risparmi per la realizzazione di un progetto sociale che essi avessero ritenuto degno di tale aiuto. Così la famiglia De Maria ha potuto realizzare il nostro sogno». [Continua in basso]

Attualmente lavorano nella clinica circa 60 persone, tra cui due medici, cinque infermiere, una levatrice, un farmacista, due tecnici di laboratorio di analisi, personale amministrativo, inservienti, addetti alla sicurezza. Il reparto di Maternità, a cui particolarmente teneva zia Angelina, occupa un edificio a parte, dotato di sala parto, ambulatorio per visite ginecologiche e letti per la degenza. Tutto il personale è ugandese, appositamente addestrato ed aggiornato per offrire ai pazienti, in particolare alle mamme e ai bambini, servizi sanitari e insieme amore e rispetto per le condizioni dei più umili. La clinica si autofinanzia grazie ad un modesto contributo sulle prestazioni richiesto agli utenti e, principalmente, per la generosità di tante persone, associazioni, aziende, che da tutte le parti del mondo, in particolare dall’Italia (moltissimi i vibonesi), destinano aiuti economici. È stato anche attivato un progetto di ampliamento che prevede: ambulatorio dentistico, oculistico, radiologia, ambulanza, attrezzature mediche. Un significativo esempio di bene fatto bene.

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