venerdì,Gennaio 28 2022

Compleanno Natuzza Evolo, il primo “vissuto” in cielo con il figlio Antonio

Il "monello" di casa è morto nell'aprile scorso. Le toccanti parole della figlia Carmen: «Auguri nonna, immagino che festa ti ha organizzato insieme agli angeli»

Compleanno Natuzza Evolo, il primo “vissuto” in cielo con il figlio Antonio
Antonio Nicolace in compagnia di mamma Natuzza
I figli di Natuzza davanti al suo monumento

È stato un compleanno speciale, quello vissuto quest’anno sotto l’egida della Serva di Dio Natuzza Evolo. L’umile donna di Paravati, morta il primo novembre del 2009, avrebbe compiuto 97 anni. Questo del 2021, tuttavia, è stato un compleanno “particolare”, il primo vissuto in cielo “in compagnia” del figlio Antonio Nicolace, morto nell’aprile scorso, a 73 anni, stroncato da un infarto. La figlia Anna Maria l’aveva già raggiunta nel 2015, dopo aver lottato con una brutta malattia. Al riguardo, sono arrivate le toccanti parole della figlia del prediletto di casa, Carmen. «Tantissimi auguri nonna – si legge in un breve post pubblicato su Facebook – quest’anno il tuo compleanno sarà più movimentato e più bello. Lo passerai insieme a tuo figlio, al monello di casa. Immagino che festa ti potrà organizzare insieme agli angeli. Lui che è sempre stato l’anima delle feste, lui che ti amava tantissimo. Abbraccialo da parte mia». [Continua in basso]

La giornata del suo compleanno è stata speciale anche perché a Taverna – località della Sila dove Mamma Natuzza amava trascorrere il periodo estivo (senza tuttavia tralasciare di accogliere le persone che ricorrevano al suo aiuto – alla Serva di Dio è stata intitolata una piazza e dedicato un monumento che la immortala con la coroncina del rosario in mano e le braccia al petto e in preghiera, in una sorta di abbraccio che coinvolge tutto il popolo cristiano. Tra autorità locali e centinaia di persone presenti, la figlia Angela e il figlio Francesco, assieme ai loro più stretti familiari. L’ulteriore attestato espresso a Taverna nei confronti di Mamma Natuzza, dà contezza dei frutti da lei elargiti a piena mani in vita e della devozione che i tanti figli spirituali sparsi per il mondo, e non solo, nutrono nei suoi confronti. Un popolo che, a questo punto, con trepidazione attende che il suo processo di beatificazione proceda spedito e che la consacrazione della chiesa della Villa della Gioia di Paravati diventi realtà. Per quanto riguarda l’edificio sacro, sorto per sua volontà e con le offerte dei fedeli nella grande spianata della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, la dedicazione e apertura al culto dovrebbe essere, ormai, solo questione di qualche mese. Per il primo rettore di ore.  

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