martedì,Aprile 16 2024

Vibo, da 40 anni con la fogna davanti casa: l’odissea dei residenti di via Giovanni XXIII

Il malfunzionamento di un tombino comunale provoca la fuoriuscita di liquami che confluiscono negli scantinati: «Presenteremo un esposto in Procura»

Vibo, da 40 anni con la fogna davanti casa: l’odissea dei residenti di via Giovanni XXIII
Il tombino malfunzionante sotto allo stabile di via Giovanni XXIII

Da 40 anni costretti a vivere in una condizione di grave emergenza sanitaria per via del malfunzionamento di un tombino della rete fognaria comunale i cui liquami ad ogni pioggia confluiscono negli scantinati dello stabile. Sono i residenti di una palazzina di via Giovanni XXIII, popoloso quartiere di Vibo Valentia. L’8 novembre scorso, dopo numerosi solleciti, una squadra di operai inviata dal Comune, ha provveduto a sturare il pozzetto, tralasciando però di aspirare i liquami che si sono accumulati nel palazzo. Il motivo? «È proprietà privata», avrebbero risposto i tecnici di Palazzo Luigi Razza. [Continua in basso]

Anziana ricoverata in ospedale

Il tombino malfunzionante davanti allo stabile di via Giovanni XXIII

A farsi portavoce del malcontento delle famiglie è Antonino. Vive nello stabile con la mamma invalida al 100%. Ed è stato proprio l’aggravarsi delle condizioni di salute della donna di 83 anni a fare esplodere la rabbia dell’uomo: «Il 3 novembre scorso mia mamma è stata ricoverata d’urgenza allo Jazzolino per una setticemia che potrebbe essere stata causata – ne è convinto Antonino – dalle punture degli insetti infetti che proliferano sotto alla nostra abitazione. Dal tombino, oltre al tanfo che ci costringe a rimanere barricati in casa sia d’inverno che d’estate, fuoriescono liquami.

«Presenteremo esposto in Procura»

È una situazione ormai insostenibile – prosegue –, sono andato personalmente al Comune ma la risposta è sempre la stessa. Non possono intervenire su una proprietà privata. Eppure è proprio il malfunzionamento del tombino comunale che causa il grave inconveniente». Da qui la decisione di presentare un esposto in Procura. «Al procuratore Camillo Falvo esporrò il grave problema igienico sanitario in cui siamo costretti a vivere».

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