sabato,Ottobre 1 2022

A Dasà la suggestiva e storica ‘Ncrinata – Video/Foto

Si rinnova, come da 300 anni a questa parte, la manifestazione religiosa tra le più seguite della regione

A Dasà la suggestiva e storica ‘Ncrinata – Video/Foto

Martedì di Pasqua a Dasà è da oltre 300 anni la giornata in cui si svolge la ‘Ncrinata, manifestazione religiosa tra le più suggestive della regione. In tanti anche oggi si sono riversati per le strade del piccolo centro per assistere all’incontro tra la statua della Madonna e quella del Cristo risorto. Un rito cristiano vissuto intensamente dalle due confraternite mariane che hanno iniziato a prepararsi alle celebrazioni già da ieri con la vestizione della statua dell’Addolorata, dalla quale proprio oggi durante la ‘Ncrinta (ossia il saluto al figlio risorto) è caduta il manto nero del lutto lasciandola di blu vestita, in segno di gioia. Alle ore 10,30 la messa solenne sul sagrato della chiesa della Madonna della Consolazione, poi la ‘Ncrinata e la processione per le vie del paese. [Continua in basso]

La ‘Ncrinata di Dasà è una delle celebrazioni più antiche della regione e a differenza di riti religiosi simili, come le Affrontate, si svolge il martedì successivo alla domenica di Pasqua. Nell’archivio diocesano è attestato che la prima documentazione della ‘Ncrinata di Dasà è relativa al 1711. Dunque, la sua esistenza è certificata dal Settecento ma da alcuni studi pare che la celebrazione possa addirittura datarsi a due secoli prima, ossia a partire già dal Cinquecento. Da non trascurare un elemento: la statua della Madonna della Consolazione portata in processione è di epoca tardorinascimentale.

Sono oltre quaranta infatti le parrocchie nella diocesi di Mileto che celebrano le cosiddette Affrontate ma la ‘Ncrinata di Dasà si differenzia da tutte le altre. Cambia il nome e la prospettiva: tutti si immedesimano nell’Addolorata correndo dietro la sua statua dunque non si punta tanto sull’ incontro quanto sul gesto di saluto – la ‘ncrinata appunto – che la Vergine riserva a suo figlio dopo la Resurrezione. Cambia la formula dell’annuncio pasquale: solo una volta la statua di San Giovanni si reca dalla Madonna – anziché tre come nelle celebrazioni simili – perché lei immediatamente coglie il messaggio senza incredulità. Cambia la giornata della rappresentazione: si tratta del martedì, giorno tradizionalmente associato ad altre feste in onore della Madonna.

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