mercoledì,Giugno 29 2022

Vibo Marina, abbandonata la ringhiera del lungomare: invocati interventi urgenti

Dopo tanti anni, cittadini ed associazioni chiedono di dare corso a lavori di restauro e di risanamento conservativo anche dei muretti che la sostengono

Vibo Marina, abbandonata la ringhiera del lungomare: invocati interventi urgenti
Un tratto dell'antica ringhiera del lungomare
Segni di mitragliamento sulla ringhiera

Affacciandosi dalla ringhiera del lungomare, o meglio del lungoporto di Vibo Marina, da molti definito “il balcone più bello della città”, si possono osservare le imbarcazioni ormeggiate, l’incessante andirivieni delle navi e si può ammirare uno scorcio del tratto di costa come trovandosi su una nave. Il lungomare “Cristoforo Colombo” rappresenta la parte più importante e suggestiva del waterfront della cittadina portuale e la sua antica ringhiera, che lo delimita, conserva anche un valore storico. Installata intorno ai primi anni del secolo scorso, l’inferriata porta infatti, ancora ben visibili, i segni dei fori provocati dai numerosi mitragliamenti aerei che nel corso della seconda guerra mondiale, da aprile a settembre del ’43, ebbero come obiettivo l’infrastruttura portuale. Dopo tanti anni, cittadini ed associazioni ritengono che sia giunto il momento di dare corso a lavori di manutenzione ordinaria, di restauro e di risanamento conservativo della ringhiera e dei muretti che la sostengono. In particolare si renderebbe necessaria ed urgente un’operazione di tinteggiatura sia dei pilastri che della ringhiera, ormai ossidata e corrosa dalla ruggine a causa della salsedine. [Continua in basso]

Ancora segni di mitragliamento del 1943

«Urgono, pertanto, nuovi lavori di manutenzione – questo anche il pensiero della locale Pro loco – per dare un aspetto più decoroso all’antica ringhiera del Porto di Santa Venere per mezzo di lavori da effettuare prima della stagione estiva al fine di rendere più attraente il lungomare». In realtà l’infrastruttura, nel complesso, appare risentire del peso dei lunghi decenni trascorsi da quando venne montata e della forza erosiva del mare, ma anche dell’intervento dell’uomo, il più invasivo di tutti, come nel caso della rimozione (vandalismo o scelte manutentive cervellotiche?), per  lunghi tratti,  delle doppie spirali in ferro battuto.

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