giovedì,Febbraio 29 2024

Alluvione Vibo Marina, la Pro loco: «Un 3 luglio trascorso quasi nel silenzio»

Il sodalizio di Vibo Marina ha proposto una stele per ricordare le vittime del tragico evento. Tra i morti anche il piccolo Salvatore Gaglioti: «Ferite ancora aperte e danni non riparati»

Alluvione Vibo Marina, la Pro loco: «Un 3 luglio trascorso quasi nel silenzio»
Una veduta dall'alto di Vibo Marina dopo l'alluvione del 3 luglio 2006

La data del 3 luglio trascorsa «in un silenzio che fa riflettere, senza alcuna iniziativa da parte di amministrazioni e politica». Lo scrive in una nota la Pro loco di Vibo Marina ricordando la tragica alluvione del 2006 e le «tante ferite ancora aperte nelle famiglie delle vittime e nelle Comunità locali, i molti danni ambientali ancora non riparati nei territori di San Pietro-Longobardi-Bivona- Vibo Marina». Una giornata nella quale si sarebbero dovuti «riaffermare i buoni propositi soprattutto nella prevenzione, accelerare gli interventi necessari perché non si ripetano più tali drammi». [Continua in basso]

L’alluvione «provocò la morte di tre care persone lungo la SS 18, travolti da un’immane cascata di acqua e fango proveniente dalla collina sovrastante, del piccolo Salvatore Gaglioti di 15 mesi, dello zio Ulisse Gaglioti e di Nicola De Pascale entrambi guardie giurate per i quali si propone, con la collaborazione di tutti, di innalzare il prossimo anno una stele in un luogo della memoria». «Un disastro per il quale – evidenzia la Pro loco – i procedimenti giudiziari, tra prescrizioni ed assoluzioni, sembrano rinviare la colpe alla natura – al fatalismo ed all’ imprevedibile- mentre è evidente un rapporto da tempo spezzato tra uomo e natura non ancora risanato, con cui forse dovremo imparare a convivere.

Nel frattempo – sottolinea il sodalizio- permane preoccupante Il dissesto idro-geologico dalla collina di Vibo città al mare di Vibo Marina-Bivona; non appaiano evidenti programmi di gestione delle acque meteoriche dalla pioggia-al mare, interventi per la prevenzione di incendi e costruzioni, l’adeguamento dei fossi canali tra cui l’allargamento nei sottopassi ferroviari da tempo annunciato, il completamento del piccolo bacino d’espansione di Porto Salvo».

E non avanza neanche il «“Piano direttorio… per il superamento delle criticità” dell’alluvione del 3 luglio redatto nel 2017 da Carlo Tanzi all’epoca guida della Protezione civile regionale, il quale evidenziava alche la presenza di oltre 11 milioni di euro per lavori ed altri per risarcimento danni, assegnati dalla Regione Calabria,  non ancora spesi, e che purtroppo si potrebbero perdere». Per non dimenticare quella tragedia, sabato 3 luglio «è stata celebrata una Messa a Bivona in ricordo delle vittime e dell’alluvione nella Chiesa parrocchiale di San Giuseppe Lavoratore; mentre la Pro Loco che raccoglie memorie e fotografie della tragedia del 2006 ha commemorato con i giovani l’evento nella sede Iat di via Roma».

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