mercoledì,Settembre 28 2022

Il Sistema bibliotecario vibonese a un passo dalla chiusura: poco personale e non ci sono più fondi

Costretti già a ridurre le attività e l’orario di apertura. Costituito negli anni ottanta come Associazione intercomunale, fino al 2008 è stato finanziato dalla Regione Calabria. Poi le risorse finanziarie sono arrivate solo dai bandi nazionali e regionali che il Sbv è riuscito ad aggiudicarsi

Il Sistema bibliotecario vibonese a un passo dalla chiusura: poco personale e non ci sono più fondi
Una sala lettura del Sistema bibliotecario vibonese
La sede del Sistema

Ad oggi al Sistema bibliotecario vibonese è rimasto di fatto un solo dipendente, più alcuni operatori del servizio civile che finiranno il prossimo ottobre, e un volontario. Nulla di più. In passato era diverso: la struttura di Palazzo Santa Chiara aveva quattro dipendenti regionali, più altri sei collaboratori specializzati che provvedevano al Servizio bibliotecario regionale, all’organizzazione del Festival Leggere&Scrivere, a organizzare il Salone del Libro di Torino e di Napoli, ad effettuare attività di ricerca, a collaborare con le Università calabresi. Non va, inoltre, dimenticato che il Sistema è anche sede di una scuola di teatro e di musica, nonché di attività formative superiori. Ha prodotto circa cento pubblicazioni scientifiche ed è l’unico centro di formazione regionale in materia bibliotecaria e biblioteconomica. Ma oggi tutto ciò rischia di scomparire definitivamente. Il Sistema, infatti, si trova a un passo dalla sua possibile chiusura per la grave carenza di personale e per la mancanza di risorse finanziarie che nel tempo sono state sempre meno.

Il che si tradurrebbe in un danno enorme non solo per la città di Vibo Valentia e per l’intero territorio provinciale vibonese, ma anche per la stessa Calabria, in quanto il Sistema vanta un patrimonio librario enorme e rappresenta un Polo culturale d’eccellenza senza confini precisi. Insomma, con il Sistema, se morirà, inevitabilmente finiranno anche tutte le iniziative ad esso collegate. [Continua in basso]

Costretti già a ridurre le attività e l’orario di apertura

Una sala del Sistema bibliotecario vibonese

La situazione, dunque, appare decisamente molto grave: per come appreso dagli addetti ai lavori, ci sono «grandi difficoltà» con il personale, non ci sono «da anni risorse sufficienti per pagarlo», e buona parte di esso, non sopportando più la precarietà, ha cercato lavoro altrove. Non è stato ancora nominato un nuovo direttore, e per indisponibilità di risorse la biblioteca è stata già da qualche giorno costretta a ridurre le proprie attività e il proprio orario di apertura.  Ci sono difficoltà di ogni genere: «Mancano – è stato spiegato in merito – le risorse per concludere i progetti, non si riescono a pagare le utenze, il personale in servizio nel passato non è stato del tutto pagato, ci sono gravi problemi di manutenzione. Insomma, la stagione del volontariato sia oramai al tramonto. La città e la Regione – è stato rimarcato – dovrebbero, dunque, decidere quale futuro dare al Sistema.  E se realmente rappresenta una eccellenza allora si deve mettere in condizione di farlo funzionare, altrimenti che si chiuda pure, ma spiegandone alla collettività anche le ragioni».

Un lungo passo indietro fino agli anni ’80

Il Sistema bibliotecario territoriale del Vibonese si costituisce negli anni ottanta come Associazione intercomunale, ovvero come insieme delle strutture bibliotecarie e archivistiche dei Comuni consociati, coordinate da un Centro Sistema (Sbv), con sede oggi a Palazzo Santa Chiara (il riferimento è alla legge regionale sulle biblioteche numero 17 del 1985). In quanto ente istituito, riconosciuto e previsto dalla Regione Calabria – precisano sempre dalla sede del Sistema – «il Sbv è stato finanziato da quest’ultima fino al 2008,  come per legge, anno in cui però la legge che riguardava i Sistemi bibliotecari è stata definanziata. Per qualche tempo, poi, è stata la Provincia di Vibo Valentia a farsene carico ma, dopo il dissesto finanziario dell’ente, è venuto a mancare anche tale finanziamento. Da allora il Sbv ha dovuto provvedere al proprio sostentamento senza avere una base economica stabile su cui contare, basandosi sulle proprie forze, sulle competenze e sul lavoro dei bibliotecari che negli anni hanno messo a disposizione la loro professionalità: l’unica forma di sostentamento – si fa notare – negli ultimi anni, infatti, è pervenuta solo dai bandi nazionali e regionali che il Sbv è riuscito ad aggiudicarsi grazie ai propri progetti fortemente innovativi».

«La più grande Biblioteca pubblica della Calabria»

Dopo più di trent’anni di esperienza e di incessante attività, dunque, il Sistema – per come spiegato ancora dagli addetti interni – «è oggi la più grande biblioteca pubblica della Calabria, con un patrimonio librario costantemente aggiornato di circa 80mila volumi per un valore di oltre un milione di euro. Ma non solo: nel corso degli anni è riuscito a diventare un Polo culturale riconosciuto e apprezzato, un modello a livello nazionale, un punto di incontro per bambini, ragazzi, famiglie, un riferimento per le associazioni, per le istituzioni scolastiche, con le quali da sempre collabora nell’arricchimento dell’offerta formativa. È un laboratorio – è stato riferito ancora- di conoscenze, promotore di iniziative culturali di grande rilevanza (una su tutte, il Festival Leggere& Scrivere), iniziative che hanno consentito, tra l’altro, alla città di Vibo Valentia di aggiudicarsi il titolo di “Capitale italiana del libro 2021” su un progetto predisposto dal Sbv. È un centro di competenze, riferimento per tutte le biblioteche della Calabria e sede del servizio bibliotecario regionale, un sistema di cooperazione e condivisione delle risorse per 160 biblioteche comunali, universitarie, scolastiche, diocesane. Se venisse a cessare, una base dati di oltre 2 milioni di schede bibliografiche on line rischierebbe di andare perduta. Eppure – questa l’amara conclusione -, malgrado ciò, malgrado venga riconosciuto da più parti che il Sistema è uno dei pochi centri culturali degni di questo nome nella provincia, ad oggi rischia concretamente la chiusura».

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