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Libera Vibo annuncia “Ombre di tutti”: Maria Chindamo e altre storie di resistenza

Incontro a Limbadi davanti davanti all’ingresso dell’azienda agricola dove il 6 maggio 2016 sparì l'imprenditrice. Il fratello Vincenzo Chindamo ha incontrato l’artista Patrizio Raso e Cristina Franceschi, presidente della Fondazione Roberto Franceschi Onlus

Libera Vibo annuncia “Ombre di tutti”: Maria Chindamo e altre storie di resistenza
Un momento dell'incontro svoltosi a Limbadi

A Limbadi, in contrada Carini di località Montalto, si è tenuto un incontro davanti all’ingresso dell’azienda agricola dove il 6 maggio 2016 l’imprenditrice Maria Chindamo sparì nel nulla tra le province di Vibo Valentia e Reggio Calabria. «Luogo fortemente simbolico dove Vincenzo Chindamo, fratello di Maria, ha scelto di incontrare l’artista Patrizio Raso e Cristina Franceschi, presidente della Fondazione Roberto Franceschi Onlus». Lo fa sapere il coordinamento provinciale dell’associazione che combatte tutte le mafie Libera Vibo, il quale ricorda che quella di Roberto Franceschi è una storia risalente agli anni di piombo, quando, il 23 gennaio 1973, allora studente ventenne dell’Università Bocconi di Milano, rimase ucciso da un proiettile sparato da un’arma della polizia durante uno scontro fra studenti e forze dell’ordine, proprio nei pressi dell’Università dove oggi sorge un imponente monumento in sua memoria.

«Proprio intorno al monumento a Roberto Franceschi – fanno sapere dall’associazione Libera – sta prendendo forma il progetto di Patrizio Raso, dal titolo “Ombra di tutti”, grazie al quale la storia di Maria Chindamo si intreccerà con tante altre storie di resistenza del nostro Paese. Un progetto che ha avuto inizio nel 2020 proprio in collaborazione con la Fondazione Roberto Franceschi Onlus. L’intenzione – viene spiegato – è quella di realizzare un grande “tappeto di storie” nel quale verranno intrecciati gli indumenti personali di tutti i protagonisti. Ne risulterà una superficie complessa, un ibrido parzialmente indossabile, una superficie ricca su cui sostare. Alcuni abiti, fuoriuscendo in parte dalla tessitura del tappeto, resteranno “abitabili” da una o più persone insieme, da altri nuovi testimoni. L’intreccio mette insieme passato e presente per costituire “un’ombra” trasportabile che possa interagire con i luoghi e le persone, costruendo ogni volta, anche in modo estemporaneo, nuovi spazi narrativi e di dialogo». Proprio al fine di partecipare a questo progetto, Vincenzo, in un toccante e intimo dialogo con Patrizio e Cristina, fa sapere in conclusione il coordinamento di Libera Vibo, ha voluto «rievocare la tragica vicenda della sorella, donando poi due camicie di Maria che saranno intrecciate nell’opera dell’artista insieme agli indumenti di Roberto Franceschi, Peppino Impastato, Gino Strada, Walter Tobagi ed a quelli di molti altri protagonisti di storie significative, più o meno note».

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