domenica,Luglio 14 2024

Il centro solidarietà “don Mottola” di Tropea, dall’aiuto ai fragili al sogno di una casa famiglia

La struttura accoglie giornalmente 14 persone con disabilità e si occupa di gestire laboratori e al contempo sostenere con pacchi alimentare i nuclei in difficoltà. La presidente Rosaria Cortese: «Il nostro obiettivo è ora di riuscire ad attivare un “dopo di noi”»

Il centro solidarietà “don Mottola” di Tropea, dall’aiuto ai fragili al sogno di una casa famiglia

Sostenere le famiglie, aiutare i più fragili, abbattere i tabù legati alla disabilità. L’associazione “Centro di solidarietà ‘don Mottola’” è un punto di riferimento per la comunità vibonese. Il sodalizio è nato ufficialmente il 5 agosto del 1983 a Tropea. A raccontarci la sua storia, i progetti portati avanti e il futuro del centro, la presidente Rosaria Cortese: «L’associazione – ci spiega- è stata istituita su impulso di alcuni di familiari di ragazzi disabili e di volontari all’interno della Parrocchia della Cattedrale di Tropea. Prende il nome del sacerdote tropeano don Francesco Mottola, recentemente proclamato beato». Fin dai primi passi, il gruppo si è ispirato e ha fatto proprio l’attenzione e la cura verso le persone disagiate: «Lo scopo principale era, come è scritto nel suo primo statuto, di “contribuire a promuovere il pieno inserimento dei soggetti disabili nella società”».

La nascita dell’associazione

Una mission portata avanti con dedizione da oltre 40 anni: «Al momento -aggiunge la presidente- la struttura accoglie nei locali dell’ex-seminario (via Glorizio), offerti in comodato d’uso dalla Diocesi, circa 14 ragazzi, ormai quasi tutti in età adulta, con problemi di disabilità psichiche e fisiche. Il servizio è supportato dall’impegno quotidiano di numerosi volontari che si alternano durante la settimana. Le attività sono offerte dalle ore 9.00 alle ore 17.00, compreso il pranzo, dal lunedì al venerdì e prevedono la produzione di piccoli lavori artigianali di falegnameria e di ricamo ed attività ludiche». Un impegno che non conosce sosta: «Nei vari momenti dell’anno come il Natale, il Carnevale, la Santa Pasqua e la festa della mamma, i ragazzi del centro si impegnano nella realizzazione di lavori manuali inerenti al tema che vengono esposti in mercatini, con una vendita solidale che va anche a gratificare il loro lavoro. Gli utenti si cimentano con entusiasmo anche a fare laboratori culinari con la preparazione di vari dolciumi e paste fresche tradizionali». Insomma, non un semplice luogo dove trascorrere il tempo. La realtà associativa mira a rendere questi ospiti speciali il più autonomi possibile, pur tenendo in considerazione le esigenze di ciascuno di loro.

Le attività promosse

Attenzione viene poi data all’aspetto psicologico e motorio: «Tra le attività più apprezzate figura il laboratorio di musica portato avanti da tre professori in pensione. I ragazzi hanno la possibilità di esprimersi, tramite le note musicali, ballando e cantando. Gli appuntamenti per tale attività sono programmati per due volte la settimana». Inoltre «avendo riscontrato diverse problematiche tra i ragazzi, sia personali che nei rapporti con gli altri (familiari, amici), il centro ha provveduto a garantire la presenza di una psicologa che possa aiutare ad affrontare momenti di difficoltà ed ad acquisire maggiore autostima. In questo caso, l’appuntamento con la dottoressa è una volta alla settimana».

Con il tempo, il sodalizio è cresciuto riuscendo a promuovere appuntamenti e iniziative sempre più aggreganti: «Da qualche anno a questa parte, su suggerimento degli stessi utenti, si è deciso di sperimentare, nei mesi estivi, un “oratorio” per i ragazzi di tutte le età. Questa esperienza si è rivelata molto bella e costruttiva nonostante la fatica e i costi della sua gestione. In tale attività si può segnalare che i ragazzi speciali vengono coinvolti direttamente nella gestione dei ragazzi più piccoli».

Sostegno alle famiglie in difficoltà

Il lavoro del centro “don Mottola” abbraccia più settori. Oltre ad accogliere persone con disabilità, si occupa di garantire assistenza ai nuclei familiari piegati dalle difficoltà economiche. Sempre più famiglie, infatti, devono fare i conti con un aumento generalizzato dei prezzi di beni alimentari e servizi: «L’associazione fa parte della rete del Banco alimentare per la raccolta e la distribuzione di alimenti da dare a famiglie disagiate del comune di Tropea e dei dintorni. Gli utenti vengono anche impegnati nella preparazione dei pacchi da distribuire e nello scarico degli alimenti che mensilmente vengono forniti dal Banco alimentare di Cosenza. In più -aggiunge la direttrice-cerchiamo di dare un aiuto allo studio per ragazzi con problemi di apprendimento e debiti scolastici».

Il dopo di noi

Le prospettive future del Centro sono tutte indirizzate al futuro dei “ragazzi”: «Oggi purtroppo molti degli utenti, ormai grandi, sono orfani di genitori ed i familiari che ancora li accolgono, spesso fratelli o sorelle, hanno difficoltà a gestirli. Il nostro obiettivo è ora di riuscire ad attivare un “dopo di noi”, una casa a struttura familiare, che possa accogliere tali persone. Il servizio – fa rilevare l’esponente del sodalizio- è del tutto assente nel nostro territorio. In un certo qual modo l’associazione ha ricreato nei locali dove si trova ad operare, una nuova “Casa della Carità”, così come la voleva il beato Mottola, accogliente per tutte le situazioni di povertà». L’impegno in tale direzione, assicura infine, sarà massimo.

LEGGI ANCHE: Allarme povertà a Vibo: «Bisogni crescenti, ogni mese sostegni a più di 200 famiglie»

La “rivoluzione” delle Oblate, la nascita dell’istituto a Tropea e l’azione a favore degli ultimi

Jonadi, al via il progetto “Lumina” per le fasce deboli della popolazione

Articoli correlati

top