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Strade nelle Serre tra incidenti e lavori infiniti, il Comitato 25 giugno: «La sicurezza? Un miraggio»

Il gruppo è nato dal desiderio di «dire basta sangue sulle nostre strade». Dalla sensibilizzazione alle iniziative in piazza sono diverse le attività portate avanti: «La sicurezza delle strade non è un fatto isolato ma si connette alla vivibilità di un territorio»

Strade nelle Serre tra incidenti e lavori infiniti, il Comitato 25 giugno: «La sicurezza? Un miraggio»

Il gruppo è nato un anno fa. Una risposta “di pancia” dopo l’ennesima tragedia consumatasi lungo la Trasversale delle Serre. Un’infrastruttura di vitale importanza in un’ottica di sviluppo del comprensorio montano ma segnata da gravissimi incidenti e dolorosi lutti. Il Comitato 25 giugno è stato frutto di una reazione istintiva, del desiderio di dire “basta sangue sulle nostre strade”.  Bruno Vavalà Nicola Callà, entrambi di Serra San Bruno, avevano 23 e 59 anni. Entrambi erano di Serra San Bruno e stavano rientrando dal lavoro, avendo svolto l’attività di camerieri presso un noto locale lungo la Costa ionica: «La tragedia di Bruno e Nicola, nostri parenti e anche amici – hanno spiegato dal sodalizio – è stata l’ultima di una serie lunga, troppo lunga di morti. Il tratto stradale era stato concepito addirittura negli anni Sessanta e doveva essere consegnato negli anni Ottanta. A distanza di trent’anni, la sicurezza resta un miraggio». La viabilità, la sicurezza degli utenti resta il punto cardine dell’azione del sodalizio: «Parliamo della Vallelonga-Vazzano, versa in condizioni disastrose. Anche nell’area aperta al traffico, da Torre a Gagliato, non è sicura, è poco illuminata con uscite fatte male». Il bilancio non lascia spazio a interpretazioni: «Abbiamo contato finora otto morti, alcuni serresi altri di Soriano. Tra le vittime anche un bambino di Chiaravalle».

Sicurezza e vivibilità di un territorio

La prima vera manifestazione è stata la fiaccolata silenziosa, come omaggio a quanti avevano trovato la morte sulle strade del nostro comprensorio: «È stato un momento forte emotivamente, di denuncia ma anche per riflettere sul futuro della nostra terra». Dolore e rabbia che si è inteso tramutare in atti concreti: «Abbiamo sollecitato un tavolo di confronto. In estate, effettivamente, questo incontro c’è stato alla presenza di tredici sindaci del comprensorio, dei tecnici Anas. In questo contesto abbiamo presentato quelle che secondo noi erano le principali criticità da affrontare senza avere la presunzione di sostituirci ai professionisti o chi di dovere. Tuttavia – evidenzia il Comitato – ci sono problematiche che risaltano anche all’occhio meno esperto e preparato. Ad esempio tunnel in cui manca la visibilità, giunti saltati, l’area vibonese un cantiere aperto». La sicurezza delle arterie stradali è un argomento a cui si connettono altre questioni, tra tutte «la vivibilità di un territorio, il bisogno di spostarsi per lavoro, studio e anche per salute».

L’obiettivo del sodalizio (composto da Adele Monterosso, Alessandro De Padova, Alessandro Timpano, Alessia Figliuzzi, Bruno Vavalà, Caterina Caruso, Chiara Procopio, Cosimo Malvaso, Giulia Dominelli, Giuseppe Pisani, Marco Romano, Nadia Procopio, Paola Callà, Pietro Albano e Raffaella Calabretta) è quello di mantenere alto l’interesse e l’attenzione nei riguardi della viabilità locale: «In questo percorso è stato fondamentale coinvolgere la Prefettura di Vibo tramite il cui intervento sono stati avviati due tavoli tecnici. Il secondo si è tenuto recentemente, a marzo. Tra un incontro e l’altro però sono trascorsi mesi. Un tempo lunghissimo durante il quale come Comitato abbiamo cercato di non far spegnere i riflettori sul tema sicurezza stradale».

Viabilità e interventi non rinviabili

Non si parla solo della Trasversale delle Serre: «Gli interventi che sollecitiamo sono molteplici e riguardano anche la rete viaria secondaria, ridotta ad uno sfacelo dove è difficile anche spostarsi. Il nostro – si rimarca – vuole essere anche un richiamo alla responsabilità istituzionale. Il territorio soffre del fenomeno dello spopolamento, pensiamo a zone come Mongiana, Nardodipace, Fabrizia. Interventi? Qualcosa è stato fatto come il ripristino di manto stradale in alcuni tratti oppure il posizionamento di guardrail». Da un lato, c’è l’urgenza di intervenire in tempi brevi per il ripristino delle condizioni minime di sicurezza, dall’altro, a lungo termine, la necessità di concludere la Trasversale e arterie ad essa collegate: «Con l’arrivo della stagione estiva molti turisti usufruiscono di queste strade, ecco perché le attività non sono rinviabili. Ovviamente noi sollecitiamo anche interventi su strade come la sp 13 e la sp 14 che versano in condizioni davvero disastrose».
Un altro tassello del lavoro portato avanti dal Comitato è la sensibilizzazione dei cittadini e dei giovani: «I corsi portati nelle scuole hanno registrato entusiasmo e interesse tanto da venire contattati anche dagli altri paesi. Ci auguriamo che possano nascere gruppi che possano darci una mano». La presenza del sodalizio, infine, vuole accendere i riflettori su una questione che travalica i confini provinciali: «La mancanza di moderne e sicure infrastrutture è un problema interregionale che andrebbe affrontato nei giusti termini e con serietà da chi ci rappresenta a più livelli».

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