Dieci anni senza Natuzza, la diocesi annuncia la messa in Cattedrale

La Fondazione non chiede autorizzazioni per la messa alla Villa della gioia e il vescovo la celebrerà nella chiesa madre, per la prima volta da quando è partito il processo di beatificazione
La Fondazione non chiede autorizzazioni per la messa alla Villa della gioia e il vescovo la celebrerà nella chiesa madre, per la prima volta da quando è partito il processo di beatificazione
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Sarà la cattedrale di Mileto il punto di riferimento religioso in occasione del decimo anniversario della morte di Natuzza Evolo. Mentre infatti la Fondazione “Cuore immacolato di Maria rifugio delle anime” di Paravati ha deciso di non chiedere autorizzazioni per una eventuale celebrazione della messa nella Villa della gioia e di festeggiare la ricorrenza con un concerto che si terrà alle 16, il vescovo al contrario ha deciso di celebrare una sacra funzione nella chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.

Informazione pubblicitaria

Come spiegato in una nota della diocesi, la messa è fissata per il primo novembre alle 11 officiata dal vescovo Luigi Renzo nella basilica cattedrale di Mileto. «È la prima volta che la mistica viene ricordata in Cattedrale da quando è partito, lo scorso aprile, il processo per la causa di beatificazione, per cui la celebrazione acquista anche il senso di un nuovo percorso di strada che si vuole fare insieme, tale da essere in grado di coinvolgere tutta la comunità nel cammino verso la santità familiare, di cui Mamma Natuzza è stata e resta un modello insigne da imitare. La celebrazione in Cattedrale vuole proprio rinsaldare questo intimo ed amorevole rapporto ecclesiale della comunità diocesana – prosegue la nota – con la serva di Dio, alla cui luce ed al cui esempio di umiltà e di obbedienza da oggi non possiamo non attingere. Del resto, una Chiesa che si ritrova intorno ai suoi campioni per seguirne le tracce luminose è quello che ci vuole in una fase storica di grande smarrimento che oggi in generale stiamo vivendo. La solennità di tutti i santi, che coincide con la data della sua dipartita da questo mondo, resti per ognuno un appello ed un richiamo costante e sensibile alla santità semplice “della porta accanto”, che Papa Francesco ha indicato come la strada percorribile da tutti, anche sull’esempio di Mamma Natuzza».