Liguori dipinge Natuzza e offre le opere in cambio di fondi per l’ospedale di Vibo

L’artista di Francica mette a disposizione le proprie litografie. I proventi saranno destinati all’acquisto di materiale sanitario
L’artista di Francica mette a disposizione le proprie litografie. I proventi saranno destinati all’acquisto di materiale sanitario
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La litografia di Natuzza e l'artista Liguori

Arte come mezzo per promuovere la solidarietà. Dopo l’impegno in occasione della prima ondata di coronavirus, con la donazione di mascherine chirurgiche all’Ordine professionale infermieri di Vibo Valentia, il maestro Enzo Liguori torna nuovamente in campo con la sua pittura. L’artista originario di Francica ha infatti inteso sostenere la raccolta fondi portata avanti dalla giovane di Portosalvo, Ilenia Iannello a favore dell’ospedale Jazzolino (già a marzo erano state donate attrezzature mediche). Le risorse vengono impiegate per l’acquisto di dispositivi Dpi e quanto necessario per affrontare l’emergenza Covid all’interno del nosocomio vibonese.

Liguori, dunque, ha voluto mettere a disposizione delle litografie raffiguranti Natuzza Evolo, la nota mistica di Paravati, venerata anche al di fuori dei confini calabresi. Le opere verranno donate a quanti ne faranno espressamente richiesta (contattandolo alla email: enzoliguori13@gmail.com) e che vorranno lasciare una offerta libera. I proventi della raccolta saranno interamente devoluti all’acquisto di materiale ospedaliero: «Ciascuno di noi – ha voluto evidenziare il pittore – in questo momento tanto delicato, può fare qualcosa nel proprio piccolo. Ho apprezzato l’impegno della giovanissima Ilenia e mi sono associato. Si tratta – ha aggiunto – di gesti di solidarietà per permettere ai medici e operatori che lottano in prima fila contro la pandemia di lavorare in sicurezza». L’aumento dei contagi e il crescente numero delle vittime, nonché il fragilissimo sistema sanitario, continuano a preoccupare: «L’auspicio è che questa forte ondata si arresti quanto prima», conclude infine Liguori.