mercoledì,Giugno 16 2021

La Fondazione voluta da Natuzza si riunisce per modificare lo Statuto

Fissata l’assemblea dei soci che sarà chiamata a recepire le indicazioni giunte dal Clero romano e, dunque, a sbloccare un’impasse che per oltre tre anni ha visto l’ente morale contrapporsi alla diocesi

La Fondazione voluta da Natuzza si riunisce per modificare lo Statuto

Covid permettendo, si terrà il prossimo 7 marzo l’assemblea dei soci della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, chiamata ad approvare il testo di riforma dello statuto inoltrato mesi fa dalla Santa Sede. Si sblocca, quindi, l’iter che nei prossimi mesi dovrebbe portare alla fine della diatriba, da oltre tre anni in atto tra la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e l’ente morale voluto dalla Serva di Dio Natuzza Evolo per la realizzazione della Villa della Gioia.

La convocazione è stata inoltrata ai soci dal presidente Pasquale Anastasi. Inizialmente prevista per il 13 dicembre scorso, a causa della pandemia l’assemblea è poi slittata a data da destinarsi. Il prossimo incontro si terrà in prima convocazione alle 15 e in seconda alle 16, «essendo venute meno le restrizioni che, per contenere la pandemia in atto, limitavano gli spostamenti fra diversi Comuni della stessa Regione, oltre che fra regioni diverse», e considerato, inoltre, «che il divieto di spostamento in entrata ed in uscita fra i territori di diverse regioni è destinato a perdurare fino al 25 febbraio 2021».

Cinque i punti all’ordine del giorno. Tra questi: la discussione e l’analisi dei testi pervenuti dalla Congregazione del Clero, contenenti modifiche allo Statuto ed al Regolamento per le elezioni del CdA, nonché la Convenzione tra Fondazione e Diocesi circa l’uso della chiesa; la discussione e l’approvazione del progetto di bilancio economico-finanziario preventivo 2021 e relative relazioni; la discussione e l’approvazione del progetto di bilancio economico-finanziario consuntivo.

«Mi permetto di sollecitare la tua partecipazione all’assemblea – sottolinea il presidente Anastasi, rivolgendosi ai soci fondatori a conclusione della lettera – soprattutto per l’importanza degli argomenti all’ordine del giorno. Nella speranza di vedervi numerosi in Assemblea, vi porgo i miei più affettuosi saluti, in Cristo nostra speranza e in Maria nostra Madre dolcissima». Comincia ad intravedersi la luce all’orizzonte, dunque, rispetto alla telenovela in corso sul tema delle riforme dello statuto richieste a suo tempo dal vescovo Luigi Renzo. Il documento giunto dal Vaticano è stato già sottoscritto da presule.

Si attende questo ulteriore passaggio per voltare pagina e proseguire spediti verso la consacrazione della chiesa della Villa della Gioia e l’accelerazione del processo di beatificazione di Mamma Natuzza. L’accordo prevede, tra l’altro, che «la cura liturgica e pastorale della chiesa» venga affidata alla diocesi, «in conformità alle norme canoniche e nel rispetto dello spirito della Fondazione», e che quest’ultima si occupi, invece, di «amministrare e prendersi cura della gestione economica e della manutenzione ordinaria e straordinaria» dell’edificio sacro intitolato al “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” e dell’intero complesso dei beni di sua proprietà. Al riguardo sarà elevata una rettoria e il tutto sarà regolato da un’apposita convenzione stipulata «nel rispetto delle normative, canonica e civile».

Il primo rettore verrà «nominato per libero conferimento dal vescovo all’interno del clero della sia diocesi, tra i sacerdoti che condividono notoriamente la testimonianza di fede e di vita cristiana di Natuzza Evolo e lo spirito della Fondazione, entro due mesi dall’approvazione della presente Convenzione». Tale nomina avrà la durata di due anni. Successivamente, «tre mesi prima dello scadere di tale mandato, e per ogni successiva nomina», la fondazione presenterà al presule una terna di sacerdoti della diocesi con le medesime prerogative, «all’interno della quale il vescovo istituirà il nuovo rettore», che in questo caso durerà in carica cinque anni e potrà essere riconfermato «anche più volte a discrezione del vescovo diocesano, sentita la Fondazione». Le altre modifiche attengono al testamento spirituale della mistica, spostato in appendice al nuovo documento, e al fatto che accanto agli attuali fondatori possano entrare a far parte dell’assemblea anche i cosiddetti “partecipanti”, cioè «quanti, condividendone gli scopi, abbiano continuativamente per almeno un triennio, attivamente partecipato e/o economicamente contribuito alle iniziative della Fondazione distinguendosi per particolare dedizione e siano stati, a loro domanda, su proposta del Consiglio e successiva approvazione dell’assemblea, iscritti nell’apposito registro tenuto dal segretario della Fondazione». Per quanto riguarda il consiglio d’amministrazione, infine, ad esso parteciperà di diritto il rettore, ma solo “come membro consultivo non votante, qualora all’ordine del giorno vi fossero questioni inerenti la chiesa stessa”. Non figureranno più come membri di diritto, invece, il vescovo e il parroco di Paravati.     

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