Il ritrovamento del materiale da parte dei carabinieri, le intercettazioni ambientali e le accuse nei confronti di sei indagati. Contestati anche i reati di attentato alla sicurezza dei trasporti e danneggiamento con le aggravanti delle finalità mafiose
Il collaboratore di giustizia di Gerocarne svela particolari inediti sul sostegno di Giuseppe Mancuso per uccidere i rivali degli Emanuele-Idà pronti a loro volta a colpire con ogni mezzo
I fatti di sangue vengono attribuiti ai clan Loielo e Emanuele-Idà. Cinque gli indagati in totale, altri restano ancora da individuare, mentre un sesto - Nicola Rimedio - è stato a sua volta ucciso
Le operazioni “Conflitto” e “Jerakarni” svelano particolari del tutto inediti sulla guerra di mafia tra le cosche Loielo, Emanuele e Idà. La bomba ceduta dal boss Pantaleone Mancuso doveva servire per eliminare “Testazza” dopo tre falliti agguati
I progetti di morte degli Emanuele e dei Piscopisani contro Rinaldo Loielo e Filippo Pagano, le figure centrali del clan e l’incarico dato al futuro collaboratore Nicola Figliuzzi di uccidere Antonino Zupo
Nelle carte dell’inchiesta gli inquirenti pongono l’accento sull’infiltrazione della cosca nella manifestazione di Pasqua: Michele Idà avrebbe tolto il velo nero alla statua della Madonna nel momento clou del rito. Nelle intercettazioni gli insulti ai poliziotti
Con l’operazione Jerokarni viene contestato l’agguato del novembre 2015 contro tre cugini Loielo da parte del gruppo degli Emanuele. Anche telefonate anonime di scherno alla base del “botta e risposta”
Nelle carte dell’inchiesta vengono ricostruiti anche i rapporti con la famiglia di Catania Santapaola-Ercolano. Un affiliato sfuggito a una operazione antimafia tentò la fuga dalla Grecia aiutato dal locale di Ariola