Cinghiale affetto da tubercolosi, nuovo caso nel Vibonese

Ordinanza per la distruzione della carcassa. La patologia è trasmissibile anche all’uomo attraverso il contatto con l’animale e il consumo di carne cruda o poco cotta

Ordinanza per la distruzione della carcassa. La patologia è trasmissibile anche all’uomo attraverso il contatto con l’animale e il consumo di carne cruda o poco cotta

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Continuano i casi di tubercolosi fra i cinghiali abbattuti nel Vibonese. In questo caso l’animale è statoucciso da un cacciatore nel corso di una battuta finalizzata al selecontrollo dei cinghiali che continuano a spopolare in tutta la provincia di Vibo causando danni enormi all’agricoltura. L’abbattimento è avvenuto nel territorio comunale di Filadelfia e riguarda un esemplare di circa sei mesi di età. Il servizio veterinario dell’Asp di Vibo, dopo l’uccisione, ha provveduto ad analizzare l’animale scoprendo che era affetto da tubercolosi. Da qui l’immediata richiesta rivolta al Comune di Filadelfia per l’emissione di un’ordinanza di distruzione della carcassa che dovrà avvenire attraverso il seppellimento e la decantazione con sostanze chimiche in un luogo lontano dal centro abitato e dalle falde acquifere. Il servizio veterinario dell’Asp e la polizia municipale sono state incaricate dal sindaco di vigilare e controllare sulla corretta esecuzione dell’ordinanza. Non accenna a diminuire, dunque, la preoccupazione tra gli appassionati di caccia al cinghiale e i consumatori abituali delle loro carni nel Vibonese per il susseguirsi di casi di animali risultati affetti da tubercolosi. Questa volta è accaduto con un cinghiale abbattuto nel corso di un selecontrollo, in passato era capitato nel corso di diverse battute di caccia. La raccomandazione resta quella di non consumare carne di cinghiale senza la previa verifica dell’assenza della malattia attraverso le prescritte analisi. Si tratta, infatti, di una patologia trasmissibile anche all’uomo attraverso il contatto diretto con l’animale o il consumo di carni crude o poco cotte. Il proliferare dei cinghiali, secondo gli agricoltori e non solo, è dovuto ai ripopolamenti continui effettuati soprattutto nello scorso decennio dalla Provincia di Vibo Valentia in accordo con le associazioni venatorie. Dopo aver acquistato – con soldi pubblici, naturalmente – decine e decine di cinghiali per soddisfare le esigenze venatorie dei cacciatori (spesso molto vicini ai partiti politici), gli animali sono stati liberati anche in zone e campagne dove non si era in precedenza mai segnalata la loro presenza. La riproduzione senza freni e l’adattamento del cinghiale ad ogni habitat ha fatto il resto con le conseguenze che sono ora sotto gli occhi di tutti e proprio per discutere dell’emergenza cinghiali si terrà domani una partecipata manifestazione a Maierato. LEGGI QUI: Emergenza cinghiali nel Vibonese: danni agli agricoltori incalcolabili

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