sabato,Luglio 2 2022

Limbadi, ordinanza per limitare l’uso dell’acqua potabile: ecco tutti i divieti

Il Comune affronta i problemi nell’approvvigionamento idrico con una serie di provvedimenti volti a scongiurare gli sprechi. Sanzioni fino a 500 euro per gli inadempienti

Limbadi, ordinanza per limitare l’uso dell’acqua potabile: ecco tutti i divieti
Il Municipio di Limbadi

Arriva l’estate e con essa i soliti problemi nell’approvvigionamento idrico. E allora, la parola d’ordine diventa “risparmiare”. È per questo motivo che, anche quest’anno, il sindaco di Limbadi Pantaleone Mercuri ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente con cui si pongono una serie di limiti all’utilizzo di acqua potabile. Lo scopo è quello di «preservare – si legge nel provvedimento – la maggiore quantità di risorsa disponibile all’uso umano e alimentare e di ridurre conseguentemente i prelievi di acqua potabile dall’acquedotto pubblico per scopi diversi da quelli primari». L’ordinanza prende le mosse anche dalle scarse piogge dell’ultimo anno e dalle alte temperature, al di sopra della media stagionale, che potrebbero portare a dei problemi di approvvigionamento. Da qui, la necessità di scongiurare l’utilizzo improprio dell’acqua potabile. [Continua in basso]

L’ordinanza e i divieti fino al 30 settembre

Pertanto, il sindaco di Limbadi ordina «a tutti gli utenti di limitare il prelievo e il consumo dell’acqua derivata dal pubblico acquedotto agli stretti bisogni igienico-sanitari e domestici, disponendo nel contempo che tutti gli utenti del servizio idrico integrato usino in maniera estremamente accorta l’acqua fornita dal pubblico acquedotto». In particolare, fino al 30 settembre 2022 a Limbadi sarà vietato usare l’acqua proveniente dall’acquedotto pubblico per «il lavaggio di aree cortilizie e piazzali; il lavaggio domestico di veicoli a motore; l’innaffiamento dei giardini, orti e prati; il riempimento di piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino e il funzionamento di fontanelle a getto continuo». Inoltre, riporta ancora l’ordinanza: «Il funzionamento di fontane pubbliche o private è consentito solo se dotate di apparecchiature per il ricircolo dell’acqua. Il funzionamento delle fontanelle è consentito solo se provviste del rubinetto di arresto». Eventuali inadempienze saranno punite con sanzioni fino a 500 euro.

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