lunedì,Luglio 15 2024

Mare sporco, sopralluogo della Regione al Mesima tra Nicotera e San Ferdinando

Presenti anche delegati dell'Arpacal e della Protezione Civile oltre che rappresentanti delle amministrazioni dei due Comuni

Mare sporco, sopralluogo della Regione al Mesima tra Nicotera e San Ferdinando

Una delegazione congiunta della Regione Calabria, dell’Arpacal e della Protezione civile guidata dal direttore generale Salvatore Siviglia, nella giornata di ieri, ha effettuato un accurato sopralluogo sul litorale di Nicotera, con particolare attenzione al tratto di costa compreso tra la foce del torrente Vena e la foce del fiume Mesima. A darne notizia il Comune di Nicotera attraverso una nota. «Obiettivo della delegazione in questione, era quello di seguire da vicino i lavori di sbarramento sia dello stesso fiume Mesima che dello stesso torrente Vena che evidentemente la Regione ritiene interventi prioritari nella azione di contrasto al fenomeno del mare sporco che sta affliggendo tante località della nostra Calabria. I tecnici hanno infine appurato che le barriere previste sono state ripristinate sul Mesima, mentre lo stesso lavoro, per quanto riguarda il Vena, sarà effettuato nella giornata di lunedì 17 luglio», si legge nella nota -. Gli operatori inoltre hanno effettuato diversi prelievi sia nella zona della foce del Mesima che nelle aree contigue, il tutto, ovviamente alla presenza di due delegazioni delle amministrazioni comunali di Nicotera e San Ferdinando e al fine di ribadire che sull’annosa questione del mare, vi è da parte della Regione un monitoraggio e un’attenzione costante».

«In merito alla problematica in oggetto inoltre, l’amministrazione comunale, non può non esimersi nel ricordare che si tratta purtroppo di una problematica che la stessa ha ereditato da un passato politicamente e amministrativamente fallimentare e precisa, a scanso di equivoci e di interpretazioni apparse anche in queste ore sui social che, nella riunione tenutasi in Prefettura, lo scorso 11 luglio, proprio alla presenza del massimo esponente della amministrazione regionale, cioè il presidente Occhiuto,  l’amministrazione stessa, e non solo quella nicoterese, non è stata affatto silente (come del resto non lo è mai stata in nessuna problematica che da decenni insiste sul territorio cittadino come ad esempio quella sanitaria) ma anzi ha ribadito sia al prefetto che al governatore la necessità di interventi risolutivi nel quadro di una strategia organica e razionale affinché sia garantito non solo il semplice diritto dei nicoteresi a farsi un bagno ma soprattutto quello di assicurare un bene, il mare, dal quale dipendono le sorti di intere famiglie, imprese, operatori turistici. E questo lo diciamo – sottolinea il sindaco – non per spirito di parte o di polemica, che è per sua natura sempre sterile e fine a sé stessa, ma per dire come si sono effettivamente svolti i fatti in quella sede. Una cosa che del resto poteva anche essere facilmente verificabile». L’amministrazione infine conclude, dicendo che «segue l’evolversi della vicenda e non mancherà in tutte le sedi istituzionali e non, come del resto ha già fatto con puntuali e precise denunce all’autorità giudiziaria, a far sentire la propria voce non dimenticando che essa è la voce stessa di tutti i nicoteresi».

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