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Scrive Luana Ferraro: «Benvenuti nella città della spazzatura e dell’Amministrazione illusionista. Mai vista tanta caparbietà nel tenersi la poltrona nonostante in tre anni degrado e disservizi sono aumentati a dismisura»

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Ormai sembra di essere in una città fatta di piccoli spettacolini allietata da amministratori che: giocano a fare i giocolieri lanciandosi le palline; numeri di magia che mirano a illudere che tutto presto funzionerà; numeri comici dove si capisce che non hanno il contatto con la realtà; trampolieri in cerca di visibilità dopo aver per anni assecondato; arrampicatori di specchi… Solo che la gente che partecipa allo spettacolo, cioè noi cittadini, non ridiamo più: l’illusione è illusione, la realtà è quella che viviamo ogni giorno e fa piangere! Bisogna solo registrare l’inutilità di incontri che ormai sono all’insegna del “faremo a breve” ma che ha visto trascorrere tre anni con la conseguenza di un drastico peggioramento. Adesso ci toccherà anche smentire il detto “peggio di così non potrà andare!”. Ogni giorno è sempre peggio e le belle parole, così come le promesse, si concretizzano solo in ciò che sono disagi e disservizi continui.

Benvenuti a Vibo Valentia: la città della spazzatura e dell’Amministrazione illusionista. Forse i primi a illudersi di potercela fare sono loro. Sono anche da ammirare in effetti: mai vista tanta caparbietà a tenersi una poltrona e a illudersi ancora di star amministrando al meglio il bene comune. Inutili le continue lamentele dei cittadini, la carenza di servizi e la segnalazione di ciò che non funziona: per loro, a Palazzo Luigi Razza, va tutto bene. Ho assistito a tante riunioni fra Amministrazione e cittadini ma, a parte qualche piccolissimo miglioramento momentaneo, come al solito nulla è cambiato. A più voci, cittadini e parti politiche, da mesi si chiede a quest’Amministrazione di dimettersi per palese incapacità sotto gli occhi di tutti: diventano sordi trincerandosi dietro il silenzio o in risposte illusorie che fanno adirare ancor più i cittadini. Ciò che abbiamo concretamente è un quadro che peggiora di giorno in giorno, anche grazie ai lavori che dovrebbero esser “migliorativi” sulla carta e invece portano maggior disagi ai residenti.

Strade invase di spazzatura, crateri da far invidia alle crepe lunari, cantieri aperti, programmazioni fantasia, disconoscenza delle competenze… Ricordiamo che l’assessorato all’Ambiente è nuovamente scoperto, la ditta che gestisce la raccolta differenziata è oggetto negli ultimi giorni di forti contestazioni. Vibo Marina così come il resto del territorio comunale, rimane sommersa da spazzatura. Qualche giorno fa, pochi minuti di pioggia estiva, hanno messo in ginocchio Vibo Marina e Bivona che si sono allagate con non pochi disagi. Vecchi problemi che non trovano soluzione. Si parla di messa in sicurezza del territorio. Ormai è prassi affermare che si è lavorato su quello perché senza, tutto il resto non è fattibile. A chi lo raccontate e soprattutto perché in tre anni ancora non è stato fatto tutto il necessario visto che i problemi del territorio risalgono a tanti anni fa, sono sfociati nell’alluvione del 2006 e dopo dodici anni ancora ne parliamo e basta? Arriveranno i fondi recuperati, dice il sindaco Costa, che saranno impiegati a tal fine. Altre parole ma senza tempi certi e senza prospettive: come si è capito dalla riunione di qualche settimana fa sul recupero della zona Pennello. L’unica cosa chiara è che ci si è trovati lì a parlare di un ipotetico recupero con un piano ancora da stilare ma solo con l’intenzione di ciò che vorrebbe fare l’amministrazione comunale. Di cosa parliamo? Sempre e solo di ciò che vorrebbero fare e non di ciò che concretamente si dovrebbe fare

I commercianti, stanchi di dover lottare ogni giorno con conti che non tornano, hanno chiesto una programmazione estiva che non si è vista. Scusate, rettifico: leggo che ci saranno tre eventi i primi di settembre! E a cosa servono adesso che i turisti sono rientrati e l’estate è al termine se non a sottolineare che questa Amministrazione è disconnessa dai reali bisogni? Che ricordo abbiamo lasciato del nostro Comune a quei pochi visitatori che hanno visitato i nostri luoghi? Basta spostarsi a pochi chilometri di distanza per rendersi conto che la vita estiva c’è e che la gente vive meglio. Eppure anche noi paghiamo le tasse, maggiorate anche a causa del dissesto ma al contrario non abbiamo altro che la frustrazione di veder mortificati i nostri luoghi e a dover combattere per l’essenziale che continua a mancare. Di nuovo, per l’ennesima volta, come altri rappresentanti di questo territorio, mi chiedo: perché chi dovrebbe assumersi le proprie responsabilità a staccare la spina non se l’assume? Ricordo che il primo dovere di un rappresentante politico, anche se a Vibo ci si trincera dietro una facciata civica, è quello di tutelare i cittadini e rispondere a loro e non a tener calde le poltrone di chi è stato eletto e ha disatteso le aspettative. La gente non crede più nella politica e nei suoi rappresentanti: questo è uno dei motivi. Sarebbe davvero giunto il momento di dare in un unico atto, chiamato responsabilità e rispetto, fare un passo indietro ammettendo il fallimento e ridare a questo Comune la speranza di poter riprendere il passo verso tutto ciò che in tre anni è stata solo illusione. Solo così si eviteranno altri due anni di stenti e danni irrecuperabili a questo territorio che ha tanto da offrire ma che muore giorno dopo giorno con la speranza di chi lo abita.

*Già coordinatrice Ncd Vibo 

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