Cassazione conferma confisca immobile a Leone Soriano

Per la Suprema Corte il 52enne di Pizzinni di Filandari è socialmente pericoloso e la decisione dei giudici di merito è corretta

Per la Suprema Corte il 52enne di Pizzinni di Filandari è socialmente pericoloso e la decisione dei giudici di merito è corretta

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Resta confiscato un immobile sito a Pizzinni, frazione di Filandari, sottratto a Leone Soriano, 52 anni, con decreto del Tribunale di Vibo datato 19 maggio 2016 e confermato dalla sezione “Misure di Prevenzione” della Corte d’Appello il 15 marzo dello scorso anno. La prima sezione penale della Cassazione ha infatti dichiarato “inammissibile” il ricorso proposto personalmente da Leone Soriano secondo il quale l’assoluzione dal reato di associazione mafiosa nell’ambito del processo “Genesi” avrebbe dovuto indurre i giudici della prevenzione alla revoca della confisca dell’immobile disposta in suo danno e non a sostituirsi ai giudici di merito, valorizzando elementi come dichiarazioni dei collaboratori e disattendendo, col ritenere la sua pericolosità sociale, le argomentazioni della sentenza di assoluzione in suo favore datata 3 maggio 2013.  Per la Cassazione la valutazione dei giudici di merito è corretta in quanto la valutazione di pericolosità, di cui all’ordinanza applicativa della misura di prevenzione patrimoniale, era fondata in larga misura su altre condotte illecite per le quali Leone Soriano aveva riportato condanne per reati commessi tra il 1991 e il 2001. L’assoluzione dal processo Genesi lasciava poi residuare indizi sul coinvolgimento dello stesso Soriano nel traffico di stupefacenti e in reati concernenti le armi. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia per i giudici sono inoltre “attendibili in quanto circostanziate e precise” e, pertanto, in grado di giustificare l’affermazione della pericolosità sociale di Leone Soriano, se valutate unitamente ai nutriti precedenti penali dello stesso. Per quanto possa essere incerta l’esatta data di acquisto dell’immobile oggetto di confisca, lo stesso è da collocarsi nel periodo – dal 1989 al 1999 – in cui si era manifestata la pericolosità di Leone Soriano, attinto da misura di prevenzione anche nel 1992, proprio per le “plurime condanne passate in giudicato per reati commessi tra il 1989 e il 1992”. Da qui l’inammissibilità del ricorso di Leone Soriano e la condanna dello stesso al pagamento delle spese processuali e di duemila euro alla Cassa delle ammende. 

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