domenica,Ottobre 17 2021

A San Gregorio continua il pellegrinaggio attorno alla madonnina che “piange”

VIDEO | Non è sangue, ma la fede va oltre la ragione e nel paese alle porte di Vibo Valentia prosegue il via vai di fedeli in preghiera

A San Gregorio continua il pellegrinaggio attorno alla madonnina che “piange”
La statua della madonna che "piange sangue" a San Gregorio d'Ippona

Sebbene i primi accertamenti abbiano escluso che si tratti di sangue, gruppi di fedeli ogni giorno si riuniscono in preghiera attorno alla statua della madonnina. San Gregorio d’Ippona, paese alle porte di Vibo Valentia, diventa così meta di pellegrini. Questo è il vero miracolo. Saranno gli ulteriori accertamenti a stabilire la natura delle lacrime e ad escludere la bravata, ipotesi quest’ultima che in paese viene respinta con forza. «La statua è qui da 40 anni e nessuno si sarebbe mai permesso di violarla», commenta Francesco Proietto, uno degli undici figli di Annunziata, la 99enne devota a quell’effige che ha fatto sistemare nel giardino di casa e a cui ogni giorno rivolge le sue preghiere. Recita il rosario anche lei. È provata dal clamore che si è creato attorno al misterioso evento: «Sono ancora scioccata», commenta la nonnina mentre sorretta dalla badante rientra in casa.

Il miracolo della preghiera

Sul posto anche il sindaco Pasquale Farfaglia che conferma l’esito delle prime analisi effettuate nel laboratorio Salus Mangialavori di Vibo, «il fatto che non si tratti di sangue non esclude il fenomeno, ecco perché bisogna fare ulteriori accertamenti. Se di bravata si sia trattato, mi auguro che gli autori vengano perseguiti e identificati». Nonostante le prime risultanze nel paese è iniziato un via vai di fedeli, a testimonianza del forte attaccamento alla fede.

Altre analisi a Catanzaro

«In accordo con la curia – annuncia il primo cittadino – saranno eseguiti ulteriori accertamenti in un laboratorio del  catanzarese». Crede nel fenomeno extra naturale pure il vice sindaco Rosaria Suriano: «Non c’è una spiegazione logica a quanto accaduto – spiega – che sia sangue oppure no è irrilevante, ciò che conta è che questo evento ci ha fatto ritrovare la fede. Questo è il vero miracolo».

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