giovedì,Luglio 29 2021

Operazione Nemea contro il clan Soriano: di nuovo liberi Parrotta e Ciconte

Il Tribunale del Riesame annulla la recente decisione della Corte d’Appello di Catanzaro di ripristino della custodia cautelare nei confronti dei due condannati nell’inchiesta contro la consorteria di Filandari

Operazione Nemea contro il clan Soriano: di nuovo liberi Parrotta e Ciconte
Francesco Parrotta

Neanche il tempo di rientrare uno in carcere ed un altro ai domiciliari che ritornano in totale libertà due dei principali condannati in primo grado dell’operazione Nemea della Dda di Catanzaro contro il clan Soriano di Filandari. Il Tribunale del Riesame, infatti, ha annullato la decisione con la quale la Corte d’Appello di Catanzaro il 25 giugno scorso aveva ripristinato il carcere perFrancesco Parrotta, 38 anni, di Filandari, ma residente a Ionadi (condannato in primo grado a 13 anni per le operazioni Nemea e Rinascita-Scott), e gli arresti domiciliari per Luca Ciconte, 29 anni, di Sorianello, residente a Filandari (condannato nel processo nato dall’operazione Nemea a 10 anni e 9 mesi in primo grado). Sia Parrotta che Ciconte erano stati scarcerati il 22 giugno dalla Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Giulio De Gregorio, per decorrenza dei termini di fase. Francesco Parrotta e Luca Ciconte erano detenuti dal 8 marzo 2018 per il procedimento Nemea e dal 19 dicembre 2019 per Rinascita Scott.[Continua in basso]

Luca Ciconte

Il 26 giugno scorso, però, sia Parrotta che Ciconte (unitamente a Graziella Silipigni ed ai figli Giuseppe Soriano e Caterina Soriano) erano stati nuovamente arrestati dai carabinieri in esecuzione di una nuova ordinanza cautelare emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro per il capo di imputazione del procedimento Nemea per il quale hanno riportato condanne per il reato di associazione a delinquere finalizzate al narcotraffico (contestazione per la quale rispondevano a piede libero). Avverso tale decisione della Corte d’Appello, per Francesco Parrotta ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame l’avvocato Giovanni Vecchio, mentre per Luca Ciconte hanno presentato ricorso gli avvocati Giuseppe Di Renzo e Daniela Garisto. Entrambi i ricorsi sono stati accolti in quanto per il Riesame non vi sono esigenze cautelari attuali per Parrotta e Ciconte, alla luce del tempo decorso dalla commissione dei reati e dalla riconosciuta continuazione (“connessione qualificata”) del reato di associazione a delinquere finalizzato al narcotraffico con gli altri reati contestati. Secondo il Tribunale del Riesame di Catanzaro, inoltre, il periodo di custodia cautelare già sofferto da Parrotta e Ciconte risulta essere superiore al periodo del termine di fase decorrente dal momento di emanazione della sentenza di condanna di primo grado alla sentenza di secondo grado (il processo d’appello deve ancora essere fissato) e da qui la perdita di efficacia della custodia cautelare.

Francesco Parrotta è ritenuto uno degli uomini di fiducia del boss di Filandari Leone Soriano. Luca Ciconte per le contestazioni relative al procedimento Rinascita Scott (associazione mafiosa) è stato assolto unitamente alla moglie Caterina Soriano (figlia di Roberto Soriano, vittima della “lupara bianca”). E’ stato invece condannato a 10 anni e 9 mesi per narcotraffico nell’ambito dell’inchiesta Nemea.

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