giovedì,Settembre 29 2022

Antimafia: i lavori al Porto di Tropea appaltati dal Comune nel “mirino” di Morra

Il presidente della Commissione parlamentare antimafia documenta fatti e circostanze dalle quali emergono figure già segnalate dalla Prefettura di Vibo nelle relazioni di scioglimento dei Comuni di Ricadi, Limbadi e della stessa Tropea. Gli incontri nel 2013 con il boss Pantaleone Mancuso e uomini del clan Accorinti di Briatico. Chiesto nuovamente al prefetto Roberta Lulli l'invio della Commissione di accesso agli atti

Antimafia: i lavori al Porto di Tropea appaltati dal Comune nel “mirino” di Morra
Il Porto di Tropea e nei riquadri Nicola Morra ed il prefetto Roberta Lulli
Il Post pubblicato da Nicola Morra

Nuovo affondo del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, sul Comune di Tropea e sull’opera di controllo da parte della Prefettura di Vibo Valentia. Questa volta nel “mirino” del senatore Nicola Morra finisce l’appalto per i lavori di riqualificazione del Porto di Tropea. Un’opera pubblica per una spesa complessiva di oltre quattro milioni e mezzo di euro che in alcuni passaggi non convince il presidente della Commissione parlamentare antimafia che, precedenti relazioni di scioglimento per infiltrazioni mafiose alla mano, elenca una serie di fatti ed evidenzia criticità non da poco.

Ecco il testo integrale del Post pubblicato dal senatore Nicola Morra sulla propria bacheca Facebook: [Continua in basso]

“Loro non si arrenderanno mai.
Io neppure!
Chiediamo nuovamente lumi sulla provincia di Vibo, ove per ammissione dello stesso Nicola Gratteri vi è una ‘ndrangheta di serie A e pertanto si deve prestare massima attenzione a possibili infiltrazioni della stessa in amministrazioni pubbliche!

A Tropea è stata emessa una determina del 13 luglio scorso con la quale il Comune si occupa della riqualificazione e la messa in sicurezza del Porto (con progetto di fattibilità tecnica approvato dalla Giunta comunale il 22.02.2019). I lavori prevedono una spesa di 4.629.275,00 euro. Con decreto sindacale del marzo 2021, il sindaco di Tropea Giovanni Macrì ha nominato sino al 31 dicembre 2022 il titolare del settore “Appalti e lavori pubblici” del Comune. Si tratta della stessa persona di cui si occupa la relazione della Commissione di accesso agli atti che ha portato nl 2016 allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Tropea, in quanto più volte deferito negli anni dalle forze di polizia, insieme al padre, all’autorità giudiziaria per varie ipotesi di reato. Con altro decreto, il sindaco ha nominato sino al 31 dicembre 2022 anche il titolare dell’Area Tecnica del Comune di Tropea che è pure il RUP (responsabile unico del procedimento) per i lavori di riqualificazione del Porto di Tropea (con nomina della Giunta avvenuta nl 2019). Sempre nella relazione della Commissione di accesso agli atti che ha portato allo scioglimento del Comune di Tropea per infiltrazioni mafiose, anche su tale dirigente comunale è evidenziato che dall’attività di indagine dell’operazione “Purgatorio” lo stesso è indicato da diversi elementi del clan Mancuso come “loro uomo di riferimento all’interno dell’Ufficio Tecnico del Comune di Tropea”.

Ora si dà il caso che la gara d’appalto per i lavori al Porto sia stata aggiudicata ad un’impresa che, quale mandataria, si avvale di altre società e di altri professionisti. Fra loro figura pure un ingegnere il cui nominativo è presente in due relazioni di scioglimento per infiltrazioni mafiose: quelle dei Comuni di Ricadi e di Limbadi. Da tali due relazioni risulta infatti che tale ingegnere, oltre ad essere figlio di un attuale consigliere comunale di Limbadi, è anche il nipote di un soggetto che le forze dell’ordine ritengono vicino ai clan di Africo (in provincia di Reggio Calabria) afferenti il mondo dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara, nonché pure nipote di un elemento apicale dello stesso clan di Africo, ed anche nipote diretto di un ex sindaco di Limbadi che, dalla relazione di scioglimento, risultava in vita aver avuto “numerose frequentazioni con esponenti del clan mafioso dei Mancuso ed in particolare con Francesco Mancuso cl. 29”. Dalle due relazioni, ma anche dalla sentenza in abbreviato per l’operazione “Costa Pulita” della DDA di Catanzaro, risulta poi che tale ingegnere che si dovrebbe occupare – quale mandante – dei lavori al Porto di Tropea è stato fotografato e video-ripreso nel 2013 dalla Polizia al bar Tony di Nicotera Marina (luogo ritenuto il “quartier generale” del boss Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”) mentre si incontrava e discuteva di appalti con soggetti del clan Accorinti di Briatico. La stessa sentenza spiega anche che tale ingegnere, ascoltato dagli inquirenti, ha ammesso di aver conosciuto Pantaleone Mancuso fra il 2012 e il 2013 al bar Tony di Nicotera tramite altro ingegnere all’epoca in servizio al Comune di Ricadi. Il giudice nella sentenza “Costa Pulita” su tali incontri a Nicotera ha scritto chela vicenda si segnala per la pericolosa contiguità, o addirittura la collusione,con la criminalità organizzata di soggetti dell’imprenditoria, delle amministrazioni pubbliche e delle professioni”.

Ora, al di là della regolarità formale delle procedure di gara per i lavori al Porto di Tropea (non qui in discussione), il dato sostanziale che interessa e sul quale la Prefettura di Vibo Valentia ed il prefetto Roberta Lulli dovrebbero prestare la massima attenzione è il seguente: due dirigenti comunali di Tropea – entrambi menzionati nella precedente relazione di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune – si stanno occupando dell’appalto per i lavori del Porto nei quali trova spazio, quale soggetto titolare di impresa mandante, un ingegnere di Limbadi che per i legami familiari (clan di Africo) e le frequentazioni (ammesse) con il boss Pantaleone Mancuso ha rappresentato uno degli elementi determinanti per arrivare  agli scioglimenti per infiltrazioni mafiose dei Comuni di Ricadi e Limbadi.

Viene allora da chiedersi: i legami ed i rapporti con ambienti controindicati valgono solo se interessano i Comuni di Ricadi e Limbadi e non valgono invece se la stessa persona si occupa dei lavori al Porto di Tropea per conto del Comune? Il prefetto Roberta Lulli che ne pensa? Ha riscontrato il prefetto quanto da me precedentemente evidenziato sugli amministratori del Comune di Tropea? A che punto è la valutazione sull’invio di una Commissione di accesso agli atti al Comune di Tropea? E come la Prefettura di Vibo pensa di giustificare la possibilità che un soggetto menzionato da loro stessi nelle relazioni di scioglimento di Ricadi e Limbadi possa invece andar bene se prende appalti per il Comune di Tropea?
Loro non si arrenderanno mai, io neppure!”

LEGGI ANCHE: Comune di Tropea e infiltrazioni mafiose: Morra chiede al prefetto di Vibo l’accesso agli atti

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