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Processo “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani, si va in appello per 32 imputati

Quasi 80 i capi di imputazione contestati anche ad esponenti del clan Mancuso. Ecco tutte le condanne del primo grado e le assoluzioni. Solo nove le parti civili a fronte delle 35 parti lese individuate dalla Dda

Processo “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani, si va in appello per 32 imputati
La Corte d'Appello di Catanzaro e nei riquadri Pino Galati, Rosario Battaglia e Pantaleone Mancuso
Stefano Farfaglia

Si va in appello per il troncone con rito ordinario del processo nato dall’operazione antimafia denominata Rimpiazzo. La prima sezione penale della Corte d’Appello di Catanzaro ha infatti fissato la data dell’inizio del processo di secondo grado al 3 maggio prossimo, attesa la dichiarazione di appello fatta sia dalla Dda di Catanzaro, sia da alcuni difensori degli imputati. La sentenza di primo grado era stata emessa l’11 aprile dello scorso anno dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia presieduto dal giudice Tiziana Macrì. Associazione mafiosa, associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, estorsione, danneggiamento, usura, intestazione fittizia di beni e spaccio di stupefacenti i reati, a vario titolo, contestati. I capi di imputazione complessivi dell’operazione “Rimpiazzo” – portata a termine dalla Squadra Mobile di Vibo con il coordinamento della Dda di Catanzaro – sono quasi 80. Le parti offese 35. [Continua in basso]

Sono 32 gli imputati che dovranno comparire in appello a fronte dei 36 del primo grado di giudizio. La Dda ha appellato le assoluzioni di primo grado per i seguenti imputati: Mariano Natoli, di 54 anni, di Termini Imerese, finanziere in forza al Reparto operativo della Guardia di Finanza di Vibo Valentia (lo stesso pm aveva chiesto l’assoluzione in primo grado); Maria Concetta Immacolata Fortuna, 65 anni di Piscopio (chiesti 11 anni in appello); Luigi Zuliani, di 52 anni, di Piscopio (chiesti in primo grado 6 anni); Leonardo Vacatello, di 54 anni, di Vibo Marina (chiesti in primo grado 9 anni e 6 mesi); Gianluca Tavella, di 53 anni, di Vibo (chiesti in primo grado 8 anni); Annarita Tavella, di 36 anni, di Vibo Valentia (chiesti in primo grado 2 anni); Simone Prestanicola, di 45 anni, di Piscopio (chiesti in primo grado 3 anni); Tommaso Lo Schiavo, di 62 anni, di Piscopio (chiesti in primo grado 4 anni); Michele Fortuna, di 38 anni, di Piscopio (chiesti in primo grado 10 anni e 10 mesi); Nicola Barba, detto “Cola”, di 70 anni, di Vibo Valentia, residente a Bivona (chiesti in primo grado 8 anni); Francesco Tassone, di 45 anni, imprenditore agricolo residente a Vibo (chiesti in primo grado 16 anni). In primo grado era stata poi dichiarata la prescrizione dei reati contestati a: Raffaella Mantella, di 49 anni, di Vibo Valentia (il pm aveva chiesto 2 anni, sorella del collaboratore di giustizia Andrea Mantella) che tornerà anche lei in appello, e Giovanni Tinelli, di 46 anni, di Trieste, finanziere in servizio a Vibo (in primo grado chiesti 3 anni).

Nazzareno Colace

Dovranno quindi comparire per il processo di secondo grado dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro anche i seguenti imputati: Giuseppe Salvatore Galati, di 59 anni, detto “Pino il ragioniere”, indicato quale “capo società” del clan dei Piscopisani (condannato a 12 anni); Nazzareno Galati, di 33 anni, di Piscopio (condannato a 13 anni e 11 mesi); Rosario Battaglia, di 38 anni, uno dei vertici del “locale” di Piscopio (condannato a 28 anni); Giuseppe Brogna, di 64 anni, di Piscopio (condannato a 12 anni); Stefano Farfaglia, di 39 anni, residente a San Gregorio d’Ippona (condannato a 10 anni); Angelo David, di 39 anni, di Piscopio (condannato a 10 anni); Benito La Bella, di 35 anni, di Piscopio (condannato a 13 anni e 11 mesi); Nazzareno Colace, di 58 anni, di Portosalvo (condannato a 8 anni); Ippolito Fortuna, di 62 anni, di Vibo Marina (condannato a 8 anni); Francesco Felice, di 28 anni, di Piscopio (condannato a 13 anni e 8 mesi); Pantaleone Mancuso, di 61 anni, detto “Scarpuni”, di Limbadi, residente a Nicotera Marina (condannato a 8 anni); Nazzareno Pannace, di 32 anni, di Vibo ma domiciliato a Bologna (condannato a 13 anni e 5 mesi); Francesco Popillo, di 37 anni, di Vibo ma residente a Bologna (condannato a 13 anni e 6 mesi); Francesco Romano, di 36 anni, di Briatico (cpondnnato a 13 anni e 5 mesi); Pierluigi Sorrentino, di 32 anni, di Vibo Marina (condannato a 13 anni e 4 mesi); Michele Staropoli, di 56 anni, di Piscopio (condannato a 9 anni e 6 mesi); Domenico D’Angelo, di 60 anni, di Piscopio (condannato a 10 anni); Giuseppe D’Angelo, di 49 anni, di Piscopio (condannato a 10 anni e 4 mesi); Giuseppe Lo Giudice, di 44 anni, di Piscopio (condannato a 6 anni); Michele Silvano Mazzeo, di 52 anni, di Mileto (condannato a 8 anni e 2 mesi).

Gli imputati sono stati condannati in primo grado anche a liquidare i danni alle costituite parti civili da liquidarsi in separata sede. 

Libertà vigilata per due anni quale pena accessoria era stata decisa in primo grado nei confronti di: Giuseppe Galati, Rosario Battaglia, Giuseppe D’Angelo, Giuseppe Brogna, Domenico D’Angelo, Angelo David, Stefano Farfaglia, Nazzareno Galati, Benito La Bella, Francesco Felice.
Disposta in primo grado la confisca dei beni sequestrati l’11 febbraio 2020 a: Giuseppe Brogna, Stefano Farfaglia, Nazzareno Galati e Benito La Bella (con esclusione di quelli per i quali è intervenuto provvedimento di dissequestro). [Continua in basso]

Le parti civili

Rosario Battaglia

Sono nove in totale le parti civili costituite nel processo a fronte di 35 parti offese individuate dalla Dda di Catanzaro. Parti civili figurano: Raffaele Corigliano per la F.lli Corigliano sas con sede a Vibo in località Aereoporto (avvocato Pietro Proto); Gaglioti Marcello di Lamezia Terme (avvocato Massimiliano Carnovale); Antonio Chiaromonte per la Chiaramonte srl con sede legale a Triparni (avvocato Giovanna Fronte); Associazione Antiracket e Antiusura della provincia di Vibo (avvocato Fronte); Pubbliemme srl in persona del legale rappresentante Domenico Maduli (avvocato Vincenzo Belvedere); Giuseppe Lopreiato (avvocato Vincenzo Gennaro); Comune di Vibo Valentia (avvocato Maristella Paolì), Provincia di Vibo Valentia (avvocato Maria Rosa Pisani); Regione Calabria (avvocato Annapaola De Masi).

Pantaleone Mancuso (Scarpuni)

Da ricordare che Rosario Battaglia (difeso ora in appello dagli avvocati Walter Franzè e Salvatore Staiano) è stato condannato il 5 luglio dello scorso anno in Cassazione a 30 anni di reclusione quale mandante dell’agguato costato la vita al presunto boss di Stefanaconi Fortunato Patania, ucciso nel settembre 2011. Giuseppe Salvatore Galati era stato invece già condannato in via definitiva per associazione mafiosa nel processo nato dall’operazione “Crimine” della Dda di Reggio Calabria scattata nel 2010.

Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Walter Franzè, Salvatore Staiano, Giovanni Vecchio, Bruno Vallelunga, Antonio Porcelli, Sergio Rotundo, Francesco Muzzopappa, Stefania Rombolà, Giuseppe Di Renzo, Michelangelo Miceli, Leopoldo Marchese, Nazzareno Latassa, Marcello Scarmato, Francesco Calabrese, Diego Brancia, Letteria Porfidia, Guido Contestabile, Francesco Manti, Gregorio Viscomi, Francesco Gambardella, Francesco Sabatino, Gaetano Scalamogna, Brunella Chiarello, Maria Grazia Pianura, Michelina Suriano, Francesco Lione, Giuseppe Bagnato, Domenico Anania, Rosa Giorno, Giovambattista Puteri, Giosuè Monardo, Giuseppe Pasquino, Pasquale Grillo, Attilio Matacera.

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