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Soriano, furto al Santuario di San Domenico: i ladri potrebbero avere le ore contate

L'intero perimetro del Convento è videosorvegliato con 22 telecamere posizionate anche all'interno del complesso religioso. Le immagini sono al vaglio degli inquirenti

Soriano, furto al Santuario di San Domenico: i ladri potrebbero avere le ore contate
La Madonna del Rosario

Una pregiata collana in oro con una pietra preziosa e due anelli. E’ il bottino saccheggiato da ignoti all’interno del Santuario di San Domenico di Soriano Calabro, situato nel cuore del centro storico, dove, nella giornata di venerdì, il priore della Confraternita del S.S. Rosario, Domenico Margiotta, si è accorto che era stato trafugato l’oro votivo che adornava il simulacro della Madonna del Rosario e, in qualità di custode della statua e degli ornamenti preziosi, ne ha denunciato il furto unitamente al rettore del Santuario, padre Carmine Palladino. Sul posto si sono quindi recati i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno e i colleghi della stazione di Soriano Calabro, oltre ai poliziotti del Reparto della Scientifica di Vibo Valentia, per le verifiche del caso. Da una prima ispezione è subito emerso che tutto il perimetro del Santuario non presentava evidenze di possibili danneggiamenti o tracce riconducibili a un furto con scasso. Nessuna effrazione, infatti, è stata rinvenuta alle porte di accesso o alle finestre del Convento. Così come non è emerso nessun dettaglio di rilievo, – stando a ciò che è trapelato dai primi accertamenti effettuati intorno al simulacro – in ordine al furto denunciato. Chi ha sottratto i vistosi ornamenti in oro, dunque, al momento appare “esperto e attento”. Tuttavia, il Santuario è dotato di un sistema di videosorveglianza con 22 telecamere posizionate all’interno e all’esterno del Convento, una delle quali è proprio in prossimità del simulacro oggetto del saccheggio. Le registrazioni sono ora al vaglio degli inquirenti, così come altre reperite dal sistema di videosorveglianza del Comune.

I preziosi donati da alcuni fedeli alla Beata Vergine, sono stati visti indosso alla statua – stando alle testimonianze raccolte – fino alla sera di mercoledì scorso. Il giorno seguente, quindi giovedì 1 febbraio, il Santuario è stato chiuso quasi tutto il giorno in occasione di un’uscita di tutti i padri domenicani, recatisi a Paravati per una cerimonia religiosa. Una rara assenza dei frati dal Convento, che potrebbe aver favorito il o i saccheggiatore/i nel mettere a segno il colpo, ma è solo una delle ipotesi battuta dagli investigatori. In attesa che le indagini avviate dagli inquirenti facciano luce sull’accaduto la comunità ha manifestato profonda indignazione sui social network. «Grande amarezza e sdegno nei confronti di chi, con ignobile empietà, ha commesso uno snaturato e inumano sacrilegio nei confronti della statua della Beata Vergine del Santissimo Rosario, della quale da sempre con grande zelo e spirito di sacrificio siamo i legittimi custodi. Con il cuore contrito imploriamo misericordia alla nostra Potentissima Patrona verso la quale sempre più viva e sempre più intensa sarà la nostra devozione e la nostra venerazione», ha dichiarato il priore della Confraternita del Rosario, Domenico Margiotta.

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