Intimidazioni a Caroniti di Joppolo: ordinanza di arresto del gip di Vibo (VIDEO)

Le indagini dei carabinieri portano ai domiciliari il nipote dei Cocciolo. Sfuma il ruolo di “paciere” del sindaco Carmelo Mazza…

Le indagini dei carabinieri portano ai domiciliari il nipote dei Cocciolo. Sfuma il ruolo di “paciere” del sindaco Carmelo Mazza…

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Svolta nelle indagini sulle intimidazioni e gli attentati ai danni della famiglia Cocciolo-Panzitta di Caroniti, frazione del comune di Joppolo. I carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Tropea hanno infatti notificato a Carmelo Falduto, 32 anni, residente a Caroniti, un’ordinanza agli arresti domiciliari del gip del Tribunale di Vibo Valentia, Graziamaria Monaco, su richiesta della Procura.

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Carmelo Falduto, secondo le accuse mosse sulla scorta delle indagini dei carabinieri, viene ritenuto l’autore di tutte le intimidazioni (oltre dieci) che dal mese di agosto si sono succedute ai danni della famiglia Cocciolo-Panzitta, fra incendi, danneggiamenti alle auto e lancio di ordigni esplosivi contro l’abitazione delle stesse persone prese di mira. Una situazione senza precedenti nel Vibonese a cui i carabinieri hanno posto la parola “fine” con l’arresto di Carmelo Falduto. 

Non è rimasto inascoltato, dunque, da parte dei militari dell’Arma e della Procura di Vibo l’appello lanciato dai Cocciolo-Panzitta soprattutto attraverso Il Vibonese.it e LaC Tv.  Fra i reati contestati quelli di danneggiamento, minaccia ed incendio. A novembre i carabinieri avevano ottenuto dalla Procura l’emissione di un provvedimento di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime. Provvedimento non osservato da Carmelo Falduto e da qui l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

Chi resta senza contendenti da sedere intorno ad un “tavolo” è invece il sindaco di Joppolo, Carmelo Mazza che negli scorsi giorni – dinanzi all’ennesima bomba contro l’abitazione dei Cocciolo-Panzitta – ad un quotidiano locale, all’indomani dell’ultima bomba, aveva incredibilmente dichiarato: “Mi riprometto di convocare i protagonisti di questa vertenza familiare nel tentativo di ricondurre tutto nell’ambito di comportamenti più responsabili anche perché è mio preciso dovere tutelare la quiete pubblica”. Alla luce dell’arresto, il primo cittadino di Joppolo dovrà forse aspettare la revoca dei domiciliari nei confronti del presunto autore delle intimidazioni per poter dar seguito al suo proposito. Il tutto, naturalmente, solo per “tutelare la quiete pubblica”… 

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