martedì,Giugno 18 2024

Bivona, centinaia di foto antiche sulle finestre della tonnara abbandonata

L’iniziativa fortemente voluta dallo storico Montesanti per accendere i riflettori sull’impianto ormai in pieno degrado: «Si renda vivo questo bene storico e culturale»

Bivona, centinaia di foto antiche sulle finestre della tonnara abbandonata
L'iniziativa a Bivona

Un’iniziativa per accendere i riflettori sul degrado e abbandono in cui versa la tonnara di Bivona. Diversi cittadini con in testa lo storico Antonio Montesanti hanno dato vita alla “performance dei 5000 giorni inutili del Museo del mare negato”.

Applicate sulle otto finestre (per lo più danneggiate, con vetri rotti ed inferriate arrugginite) della palazzina e loggia, poste sul lato strada di via del Pescatore, le foto di Alan Lomax, realizzate tra Vibo Marina e Pizzo nel 1954, che riprendono i tonnaroti al lavoro ed intenti a eseguire quei canti che proprio le registrazioni dell’etnomusicologo texano hanno salvato dall’oblio.

«L’iniziativa – commentano i promotori – vuole ricordare che proprio i barconi custoditi all’interno della Loggia di Bivona sono quelli su cui Lomax ha ritratto i nostri tonnaroti. Barconi murati nella loggia, in attesa da tempo di un delicato intervento di restauro. Abbiamo applicato a quelle finestre chiuse chiuse da anni, dai vetri scheggiati dal vandalismo che si esercita verso luoghi a cui si è negato il valore, centinaia di foto in bianco e nero dei protagonisti dell’epopea della tonnara vibonese».

Si tratta di scatti lacerati «così da rappresentare simbolicamente lo strappo della dimenticanza conseguente alla fine di ogni relazione. È lo strappo con il passato, con i valori e la memoria di una comunità privata dalla fruizione dei suoi riferimenti identitari da ben 5000 giorni».

«La performance – tengono a precisare i promotori – ha creato un’opera visuale effimera, temporanea, che si cancellerà con il tempo inclemente, il tempo meteoreologico ed il tempo dell’incapacità, che man mano rimuoveranno quelle foto, quelle immagini del lavoro, quegli uomini dalla Tonnara. Quello strappo tra storia e comunità, come ferita aperta e visibile, renderà però visibile il nostro monito verso gli enti locali, regionali e statali, invitandoli ad invertire le prassi inutilmente dolorose di questi 5001 giorni, ed a rendere immediatamente vivo questo bene storico e culturale».

Articoli correlati

top