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Museo della Tonnara a Bivona, Montesanti: «Barconi “insabbiati” dentro la loggia»

Lo studioso avanza riserve sugli interventi effettuati all’interno della loggia, in particolare sul
posizionamento delle storiche imbarcazioni che renderà difficoltosi gli interventi di recupero

Museo della Tonnara a Bivona, Montesanti: «Barconi “insabbiati” dentro la loggia»
La Tonnara di Bivona

La foto dell’interno della loggia della tonnara di Bivona, pubblicata nei giorni scorsi, ha destato la
perplessità di Antonio Montesanti, da sempre difensore civico del bene storico-etnografico e propugnatore di un suo recupero e relativa valorizzazione a fini museali. La sue riserve si concentrano, in particolare, sulla collocazione delle barche al centro della loggia, in un sottolivello di almeno 30/40 cm. rispetto al piano di
calpestio. «Quanto sia grave la mancanza di un’idea di Museo– osserva Montesanti- la si riscontra nelle prime anticipazioni dell’esito dei lavori. In questo dislivello si vede addirittura cementata nella pavimentazione la parte esterna dei pilastri lignei in quercia del 1800.  Già per decenni- rimarca ancora lo studioso- è stato difficile lo spostamento dei barconi quando erano sul pavimento, figuriamoci quanto sarà difficile e complesso adesso che gli stessi risultano in un’enorme buca di almeno 40 cm sotto il pavimento. Si è risolta così, nel peggiore dei modi, la problematica della collocazione funzionale dei barconi. Si è scelto di “insabbiarli” all’interno del pavimento in cemento industriale rendendo complicatissimo, se non impossibile, il loro spostamento per le necessità di restauro o per necessità di esposizione museale. Ricordo che solo uno dei barconi è stato restaurato e che tutti gli altri necessitano dello stesso intervento di messa in sicurezza e consolidamento».

Le barche custodite alla Tonnara

«Dunque, la scelta di “tombarli” all’interno della loggia renderà più complesso, se non addirittura lo impedirà, ogni intervento utile a ripristinare i preziosi barconi, sostituirne le guide in ferro su cui sono poggiati, installare carrelli ad invaso per i necessari spostamenti all’interno o all’esterno della loggia. Ogni intervento di recupero non potrà dunque che effettuarsi all’interno, con tutte le conseguenti difficoltà, compresa la necessità di chiudere periodicamente l’accesso al pubblico per effettuare gli interventi. È una scelta progettuale- osserva Montesanti- che avrebbe dovuto essere meglio valutata, guardando alla necessità del complesso museale ed alla fruizione dei suoi reperti fino ad oggi più preziosi, i barconi dei primi del ‘900 appunto, su cui nel 1954 salì Alan Lomax per la sua più importante registrazione dei canti di Tonnara. Per come sono stati collocati adesso non solo sarà impossibile movimentarli in sicurezza, ma sarà addirittura impossibile fruirli nel modo migliore per una visita museale, perché non si potrà girare intorno ad ogni singolo barcone per apprezzarne funzioni e tecniche costruttive, ma si potrà solo girare intorno al gruppo di barche “insabbiate” dentro la Loggia. Insomma- afferma in conclusione Montesanti- il restauro della Loggia in funzione museale si rivela, a giudicare solo da questa prima foto, un pessimo intervento. Se vi fosse stato un comitato tecnico-scientifico a seguire i lavori, sicuramente i risultati sarebbero stati migliori».

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