mercoledì,Settembre 22 2021

Sblocco dei licenziamenti: a rischio centinaia di posti di lavoro nel Vibonese

L’allarme lanciato dai sindacati Fiom e Cgil Area Vasta che chiedono al Governo un’ulteriore proroga del decreto. A rischio il comparto dei metalmeccanici

Sblocco dei licenziamenti: a rischio centinaia di posti di lavoro nel Vibonese

«La provincia di Vibo Valentia rischia di diventare una vera e propria polveriera sociale». È l’allarme lanciato da Enzo Scalese, segretario generale Cgil Area Vasta CZ-KR-VV e Massimo Covello, segretario generale Fiom-Cgil Area Vasta. Secondo i due sindacalisti la pandemia avrà conseguenze drammatiche soprattutto nel Vibonese.

«La fine del blocco dei licenziamenti, attualmente prevista per il prossimo 30 giugno si avvicina – avvertono – e con essa il pericolo che una ondata di licenziamenti collettivi possa abbattersi sull’intero territorio. Benché sia difficile stabilire con certezza il numero esatto, è facilmente immaginabile il duro impatto che questo produrrà. Nel solo settore della metalmeccanica, settore produttivo che nonostante abbia mantenuto alti livelli di qualità ha registrato, anno dopo anno, una costante perdita di manodopera, riteniamo che almeno il 20-30% degli attuali lavoratori, ovvero circa 200-300 operai impiegati nel settore, sono a rischio licenziamento. In questo senso, piuttosto scoraggianti sono anche i segnali che arrivano dalle aziende. Siano esse piccole o medie imprese, se da una parte, infatti, ci sono aziende pronte a chiedere ulteriore proroga sulla possibilità di utilizzare contratti a tempo determinato, sfruttando il fattore crisi a proprio favore, dall’altra, invece, ci sono aziende già pronte a spedire le lettere per avviare le procedure di licenziamento. Sappiamo bene che se ciò dovesse verificarsi, produrrebbe a catena una crisi economica e produttiva che si espanderebbe anche sugli altri comparti produttivi del territorio. Vibo Valentia è la provincia più povera d’Italia, con il più alto tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, per questo bisogna scongiurare il rischio che lo sblocco dei licenziamenti porta in sé. Come Fiom e come Cgil Area Vasta, faremo tutto quanto possibile non solo per contenere la perdita di posti di lavoro, ma per evitare che ciò accada, tutelando tutti i lavoratori e le lavoratrici». Alla luce di ciò i due sindacalisti chiedono al Governo «un’ulteriore proroga del blocco fino ad ottobre dei licenziamenti, che consenta di mettere mano ad una riforma degli ammortizzatori social».

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