Consorzio di bonifica, la Coldiretti: «Piccione ha piegato le regole al suo volere»

Il presidente regionale dell’associazione stigmatizza il presidente uscente all’esito del voto: «Il nostro ricorso documentato e ben fondato»
Il presidente regionale dell’associazione stigmatizza il presidente uscente all’esito del voto: «Il nostro ricorso documentato e ben fondato»
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Franco Aceto e Domenico Piccione
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La Coldiretti attacca frontalmente Domenico Piccione, la cui lista ha ottenuto la maggioranza (11 consiglieri contro 4) alle recenti elezioni per il rinnovo del Consorzio di bonifica Tirreno Vibonese. L’associazione dei coltivatori, schierata contro il presidente uscente, non va per il sottile e accusa Piccione: «Ha inaugurato, o meglio si è inventato “nuove regole” che a suo parere sovraintendono ad una sana competizione elettorale. Lo ha fatto sia nella fase di presentazione delle liste e programmi che in quella di gestione del procedimento elettorale durante e dopo». A parlare è il presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto, che rincara la dose: «Invece di essere un’assemblea di un ente pubblico, seppur gestito da privati e che vede al voto quindi i consorziati, si è dimostrata a guisa dell’azienda privata di Piccione che ha pensato, impostato e gestito il tutto applicando e praticando lo slogan “qui comando io”!». Aceto parla poi di comportamenti da «censurare», come «i gratuiti affronti rivolti alle organizzazioni agricole e sindacali che dopotutto rappresentano i consorziati che sono i padroni dei Consorzi di bonifica. Naturalmente – prosegue – come Coldiretti e lista “Agricoltura, ambiente e territorio” ci siamo portati avanti e presenteremo ricorso al Tar nel quale oltre ad una sfilza di adempimenti formali non osservati e ben documentati, abbiamo evidenziato e comprovato che già la fase di pubblicità degli elenchi degli aventi diritto al voto non si è espletata correttamente. Il Consorzio – chiarisce – non ha reso disponibile e di libero accesso gli elenchi con le generalità complete degli elettori suddivisi per sezione. Certamente un danno che non ha garantito tra l’altro gli aventi diritto di tutelare il loro status di elettore. A tal proposito, è bene ricordare che questa assoluta e voluta mancanza di trasparenza – spiega Aceto – non si è verificata in nessun altro Consorzio di bonifica della Calabria che in queste settimane si è recato al voto».

Sarebbero poi «assurde» le motivazioni addotte per escludere la lista di Aceto dalla terza fascia di contribuenza: «Questo ha creato un vulnus anche nel risultato elettorale finale. In fase di scrutinio, con altrettanto fantomatiche interpretazioni e argomentazioni, sono stati annullati voti nella terza sezione di contribuenza. Ma la filiera della non osservanza delle regole previste dalla legge regionale, dallo statuto e dal regolamento elettorale è molto lunga». Quanto al ricorso, dichiara ancora Aceto facendo riferimento all’intervista a Piccione pubblicata da Il Vibonese, «non è, come afferma Piccione, basato sul nulla, bensì ben documentato e probante». Dal presidente di Coldiretti, infine, «un ringraziamento ai candidati della nostra lista, in prevalenza giovani e alla organizzazioni/associazioni che ci hanno sostenuto proponendo un rinnovato metodo di governo del Consorzio che si è dovuto scontrare con le regole dettate da una padre padrone che voleva semplicemente vincere facilmente facendo a meno di norme e arbitri».

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