Vibo, il rimpasto di Giunta tarda ad arrivare: la delega all’Ambiente passa a Lombardo

Conferite al titolare dei Lavori pubblici le competenze sul delicato settore. Le Politiche sociali già transitate al vicesindaco Raimondo Bellantoni. Costa prende tempo mentre si avvicina la “resa dei conti” in maggioranza 

Conferite al titolare dei Lavori pubblici le competenze sul delicato settore. Le Politiche sociali già transitate al vicesindaco Raimondo Bellantoni. Costa prende tempo mentre si avvicina la “resa dei conti” in maggioranza 

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L'assessore Lorenzo Lombardo

In attesa di affrontare il “nodo poltrone” e quindi procedere al nuovo rimpasto di Giunta che prevede la sostituzione degli assessori dimissionari Giuseppe Russo e Lorenza Scrugli, il sindaco di Vibo Elio Costa ha conferito le deleghe già attribuite ai due esponenti di Vibo unica, Ambiente e Politiche sociali, ad altrettanti componenti dell’attuale esecutivo. Il tutto per non lasciare scoperti, dal punto di vista dell’indirizzo politico, due importanti settori dell’attività amministrativa. La delega sul primo, l’Ambiente, cruciale da sempre in un comparto segnato da evidenti criticità e continue emergenze, è stata così attribuita nella giornata di ieri all’assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Lombardo, esponente di primo piano dei Liberali per Vibo vicino al senatore Giuseppe Mangialavori. 

La seconda delega, quella relativa alle Politiche sociali, settore che sotto la direzione di Lorenza Scrugli ha registrare importanti risultati, era già transitata sotto la sfera di competenze dell’attuale vicesindaco e assessore alla Cultura Raimondo Bellantoni, uomo di fiducia di Elio Costa. Una mossa che, seppur come detto orientata a non lasciare i due ambiti privi di una direzione politica, mira soprattutto a prendere tempo e a dilazionare il più possibile l’atteso ennesimo rimpasto, banco di prova sul quale si “registrerà” la tenuta della maggioranza dopo gli scossoni degli ultimi mesi e, soprattutto, dopo lo scoglio della nomina del nuovo presidente del Consiglio. Passaggio rispetto al quale, allo stato, vige ancora grande incertezza. 

È verosimile supporre che una volta trovata l’intesa sul nome del futuro speaker di Palazzo Luigi Razza, verrà da sé anche la quadra sui nomi dei futuri assessori. Due le opzioni principali che si presentano di fronte al primo cittadino. La prima (più impervia) è quella di un rientro a tutti gli effetti di Stefano Luciano e del suo gruppo in maggioranza. Percorso che, però, passa da un azzeramento della Giunta così come richiesto dall’ex presidente del Consiglio. L’eventualità trova, com’è noto, la netta opposizione dei “Liberali per Vibo”, vale a dire di Forza Italia, attuale azionista di maggioranza dell’esecutivo. La seconda strada porta dritto ad un rafforzamento del partito in questione e quindi dell’asse Costa-Mangialavori e passa attraverso il definitivo ingresso in maggioranza del gruppo del consigliere regionale Vincenzo Pasqua, ormai transitato nelle fila azzurre. Questa seconda opzione verificherebbe i timori di Luciano, il quale ha da tempo motivato con il “tentativo di egemonia politica” di Forza Italia il suo attuale “appoggio esterno” a Costa, proiettando il plotone di Vibo unica direttamente nei banchi dell’opposizione e ponendo una seria opzione sul prosieguo dell’attuale esperienza amministrativa. Il tutto mentre il Patto di fine consiliatura proposto dal primo cittadino non sembra aver suscitato grandi entusiasmi nell’emiciclo comunale. Come dire, comunque vada qualcuno ci rimetterà le penne. Politicamente, s’intende.       

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