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L’operazione è ormai alla luce del sole: allestire una lista che punti all’alleanza con i dem per contrastare Mangialavori e il centrodestra. Registi della manovra “illustri insospettabili” 

Incontro a Piscopio tra gli "ex"
Politica

Alla luce del sole. I protagonisti delle ultime manovre in vista delle elezioni provinciali del prossimo 31 ottobre a Vibo escono allo scoperto. In tutti i sensi. In un tiepido mattino d’ottobre si ritrovano a chiacchierare amabilmente nel giardinetto dell’ex delegazione comunale di Piscopio. A fare da padrone di casa l’ex consigliere regionale Pietro Giamborino. Ospiti della sua segreteria gli ex presidenti della Provincia Gaetano Bruni e Francesco De Nisi, l’ex dirigente dem Michele Soriano e Pasquale Fera, già vicepresidente della Provincia. Sul piatto le strategie da tessere per essere della partita. Il piano è semplice, ma per concretizzarsi deve superare una serie di ostacoli e resistenze. Questo nucleo di “ex” ha chiuso l’accordo per comporre una propria lista. Il pacchetto verrà poi portato al vaglio del Partito democratico in vena di aperture e in cerca di alleati. Gli attori in gioco non sono però solo quelli che si vedono alla luce del sole. Altri si muovono infatti nelle retrovie. A cominciare dal presidente della Regione Mario Oliverio, che si sta spendendo per ricomporre un quadro di centrosinistra a Vibo. Quadro che però, messo in questi termini, non sarebbe del tutto digerito dal deputato Antonio Viscomi né dell’ex parlamentare Bruno Censore, che per motivi diversi non vedono di buon occhio la rinnovata intesa con i vecchi alleati. Prospettiva che invece non dispiacerebbe ai dirigenti vibonesi del Pd: il segretario provinciale Enzo Insardà e il consigliere regionale Michele Mirabello in testa. Le due parti in causa - "ex" e Pd - non si sono ancora parlati direttamente ma solo per interposta persona. A fare da pontiere un nome illustre della sinistra vibonese che, forte di quattro voti nel consiglio comunale di Vibo, entra ora a pieno titolo in una partita alla quale non aveva fin qui mostrato grosso interesse. Si tratta di Antonio Lo Schiavo, già candidato a sindaco per il centrosinistra a Vibo, individuato come trait d’union tra l’area dem e quella dei già dissidenti. A interpellarlo in questo senso sia Insardà e Mirabello che De Nisi. A lui è stato consegnato il mandato di tenere insieme un progetto di centrosinistra da contrapporre a quello di centrodestra già messo in piedi dal senatore forzista Giuseppe Mangialavori e dai suoi alleati. Lo Schiavo si è riservato di accettare, facendo chiaramente intendere che il suo placet deve passare da un riconoscimento, da parte del Pd, degli errori compiuti nel dopo-voto quando fu sfiduciato dal suo stesso ex partito. Se l’accordo si dovesse concretizzare, il “nuovo” centrosinistra sarebbe pronto ad affrontare la sfida contro Mangialavori e il centrodestra. Schieramento, quest'ultimo, verso il quale - tuttavia - ora guarda con interesse proprio il nucleo cittadino che fa riferimento a Vito Pitaro. Lui e quattro consiglieri comunali in quota dem sarebbero infatti in procinto di levare le tende da via Argentaria e accasarsi ai lidi berlusconiani.      

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