martedì,Gennaio 25 2022

L’elezione del segretario del Pd vibonese fra rinnovamento e vecchie posizioni

Il Partito democratico alle prese con lotte per il cambiamento radicale e trame per ostacolarlo, fra tesseramenti anomali, mancate verifiche e risposte dai vertici del partito che tardano ad arrivare

L’elezione del segretario del Pd vibonese fra rinnovamento e vecchie posizioni

«La denuncia sulla stampa di Samantha Mercatante, componente della Commissione provinciale per il tesseramento del Pd  in provincia di Vibo Valentia, relativa alla circostanza che le è stata impedita ogni verifica sull’anomalo numero di tessere registrate l’ultimo giorno utile (31 dicembre), fornisce lo spunto per approfondire i temi del dibattito che stanno caratterizzando le dinamiche all’interno del Partito democratico vibonese. Le posizioni sono molto chiare: da un lato Stefano Luciano e Vitaliano Papillo alla testa di un gruppo ben assortito e consistente, fermamente convinto dell’assoluta necessità di un cambiamento radicale nei metodi e nei volti, mirante a riportare il partito al centro della scena politica provinciale togliendolo dal ruolo marginale ed insignificante in cui è stato fatto scivolare dall’ottusità politica dell’attuale classe dirigente. Dall’altro coloro i quali temono di perdere le proprie posizioni e lottano con ogni mezzo, lecito e non – leggi tessere taroccate – per sopravvivere ponendo all’ultimo posto la credibilità e la stessa sopravvivenza del partito. Entrando nel merito dei fatti occorre dire che la denuncia della Mercatante prende le mosse dall’anomala circostanza che in data 31dicembre, ultimo giorno utile per il tesseramento, sono state sottoscritte, registrate e caricate nell’anagrafe dei tesserati un numero abnorme di tessere rispetto ai volumi precedenti.

Tutto ciò ha costretto la Mercatante prima a segnalare alla Commissione Regionale e Provinciale per il tesseramento tale anomalia e poi, difronte alla loro inerzia, a chiedere la documentazione per poter effettuare i dovuti riscontri. Va subito detto che i fatti denunciati non rappresentano una sorpresa bensì il consueto teatrino di ogni tesseramento, l’unica variante consiste nella circostanza che il gruppo che ruota intorno a Luciano e Papillo non ha inteso subire passivamente alcuna forzatura adoperandosi per difendere le norme regolamentarie mettendo in seria difficoltà coloro i quali pensavano di poter bypassare le stesse. Comunque stiano le cose, le responsabilità di questa ennesima figuraccia che mina nelle fondamenta la credibilità del Partito democratico sono ben individuate: in primo luogo i presidenti delle Commissioni per il tesseramento regionale e provinciale, Italo Reale e Teresa Esposito, che non solo non hanno fornito i documenti richiesti dalla Mercatante, impedendo alla stessa di esercitare il suo ruolo di garanzia a tutela della serenità di tutti, ma fatto ancor più grave, Reale ed Esposito avrebbero dovuto, sulla scorta del ruolo ricoperto, dopo le opportune verifiche, pronunciarsi direttamente sulle anomalie segnalate.

Non meno gravi le responsabilità del tesoriere regionale del partito, Enzo Insardà, che difronte alla sottoscrizione di un numero eccessivo di tessere l’ultimo giorno utile, non si è curato di verificarne il pagamento e/o le modalità. A tal proposito non è ozioso ricordare che il regolamento stabilisce che con un unico pagamento non si possono regolarizzare più di tre tessere, pertanto se con un solo bonifico se ne pagano cinquanta non si può far finta di non vedere. Infine, ed in cima alla piramide va posto il commissario regionale Stefano Graziano, mandato in Calabria proprio per riorganizzare il partito e ripristinare le regole di convivenza democratica, la cui opera, da qualsiasi lato si guardi è stata totalmente fallimentare. A livello regionale il partito è ormai ridotto ai minimi termini, ed anche in occasione del tesseramento di cui discutiamo il suo ruolo di massimo custode delle regole è stato deludente. In attesa di constatare se ci saranno tessere annullate, e di conoscere il nome di chi ha effettuato i bonifici irregolari, non resta che chiedersi se alla fine il congresso provinciale si farà oppure – come ciliegina sulla torta ed a coronamento di tutte le trame sopra dette – sarà nominato un bel commissario per la federazione provinciale del Partito Democratico vibonese.

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