martedì,Giugno 28 2022

Il Corsivo | Il sindaco Limardo e l’assessore Santacaterina alla perenne ricerca della “prima pagina”

Al Comune di Vibo continua la rivendicazione di meriti inesistenti quando il silenzio sarebbe d’oro. Le carte che parlano e le bocciature da parte del Tar e della Corte dei Conti

Il Corsivo | Il sindaco Limardo e l’assessore Santacaterina alla perenne ricerca della “prima pagina”
L'assessore Rosamaria Santacaterina e il sindaco Maria Limardo
Lorenza Scrugli

Si è concluso con un doppio k.o. tecnico il tentativo dell’assessore Santacaterina e del sindaco Limardo di rivendicare meriti per il loro lavoro di amministratori. Le tematiche sulle quali si sono consumati i rispettivi tentativi attengono alla “gestione” dell’assessorato ai servizi sociali ed i “meriti” in ordine ai circa due milioni destinati alla città nel Piano di sostegno predisposto dal Governo a favore dei Comuni in difficoltà finanziaria.

Nei giorni scorsi (vedi corsivo del 6 aprile) ci eravamo soffermati sulla prima parte del “confronto-scontro” tra la Santacaterina ed i consiglieri Scrugli e Fatelli; adesso, nell’ottica dell’odierno tema, occorre invece approfondire gli sviluppi successivi che hanno rappresentato una vera e propria débacle per l’assessore. Ella infatti, nel replicare alle sue due interlocutrici, enfatizzava i risultati ottenuti dal suo ufficio,soffermandosi in primo luogo sul casus belli rappresentato dal fondo “senza fissa dimora” e, nel prosieguo delle sue repliche, anche sul “HCP” (progetto finanziato dall’Inps a favore dei soggetti fragili), e sui “progetti vita”, offrendo così il fianco alla Scrugli ed alla Fatelli, per le quali è stato semplice, carte alla mano, infliggere il colpo del definitivo k.o. all’assessore. Esse hanno fatto emergere come le cose stiano in realtà in maniera diversa rispetto alla prospettazione offerta dalla diretta interessata: in relazione al fondo “senza fissa dimora”, sostengono che l’assessore confonda il primo finanziamento di 100.000 euro (termini scaduti il 31/12/2021) – mai utilizzato per come attestato dagli  uffici comunali – con il successivo di  134.000 euro; in relazione al  progetto “HCP” non è assolutamente vero che l’Inps sia in procinto di effettuare il pagamento agli aventi diritto, per il semplice motivo che spetta  esclusivamente al Comune  – per il periodo oggetto di discussione  – erogare le somme agli aventi diritto; infine, con riferimento  ai  “progetti vita”, è stato rilevato dai due consiglieri di opposizione come l’impegno dell’assessore sia stato così efficace e puntuale che il Tar Calabria ha condannato il Comune ad adempiere ai propri doveri. Di fronte a questo andazzo, il quale ha consentito alla Scrugli ed alla Fatelli di affermare in modo perentorio che “l’assessore conferma la sua incapacità”,  bisogna chiedersi se effettivamente la titolare dei servizi sociali sia così sprovveduta, oppure se le sue macroscopiche inesattezze mirino ad emulare i famosi “guazzabugli” della dirigente Teti al fine di celare risultati inadeguati.

Nel caso in cui la seconda ipotesi dovesse essere quella esatta, riteniamo che l’assessore debba ancora fare parecchia strada per acquisire l’esperienza della dirigente ormai divenuta una vera e propria autorità in materia. Chiuso questo capitolo, è ora possibile dedicare lo spazio al sindaco Limardo ed alla sua costante necessità di rivendicare meriti che non le spettano. Per soddisfare tale bisogno, il sindaco ha pensato bene di sfruttare la concessione di due milioni di euro –  di cui si è detto in premessa – per celebrare la propria apoteosi attraverso una nota stampa nella quale accenna ad  un “ennesimo grande risultato in risposta ai soliti criticoni”. Nello specifico la Limardo parla di scelte coraggiose e vincenti (quali?) effettuate dalla sua amministrazione che con esse ha avviato una decisa azione di risanamento.

Ovviamente le cose non stanno in questi termini, e, per sgombrare il campo dalle solite frottole che il primo cittadino ama raccontare ai cittadini, basta effettuare una sola puntualizzazione:  i due milioni assegnati a Vibo non rappresentano affatto un merito per  il sindaco, ma bensì l’esatto contrario, certificando la sua inadeguatezza; infatti quei fondi spettano ai Comuni le cui amministrazioni, attraverso scelte sbagliate –  altro che “coraggiose e vincenti”!- rischiano il dissesto finanziario. A tal uopo non può essere taciuta la cocciutaggine con la quale il primo cittadino ed il suo assessore al ramo hanno cestinato tutti i suggerimenti provenienti dalle forze di opposizioni, miranti al miglioramento del piano di riequilibrio finanziario predisposto dall’ente, apparso da subito  palesemente deficitario e puntualmente bocciato dalla Corte dei Conti attraverso valutazioni impietose: “…l’ente ha migliorato reiteratamente attraverso artifici contabili i risultati di amministrazione…”. Di quali scelte coraggiose parla dunque la Limardo? Depurate le due vicende dalle “fantasie” delle dirette interessate, se da un lato  non rimane alcuna traccia dei decantati meriti, dall’altro emerge l’irrefrenabile aspirazione di apparire in ogni caso, anche a costo di fare figure barbine, l’incontrollabile desiderio di assumere il ruolo di primadonna anche quando i dati di fatto consiglierebbero l’adozione di contegni più dimessi, la spasmodica ricerca delle prime pagine anche quando il silenzio sarebbe d’oro.

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