mercoledì,Giugno 29 2022

Pd, congresso di circolo Filadelfia – Francavilla: «Urgente un cambio di passo»

All'iniziativa hanno preso parte anche il segretario regionale Irto, il deputato Viscomi, il consigliere regionale Mammoliti e altri esponenti dem locali

Pd, congresso di circolo Filadelfia – Francavilla: «Urgente un cambio di passo»

Sabato 9 aprile si è svolto il congresso di circolo territoriale del Pd Filadelfia – Francavilla Angitola, che ha posto al centro dei lavori l’integrazione di realtà politiche fin qui distinte. Infatti, le operazioni per l’individuazione dell’organigramma del circolo sono rimaste sullo sfondo, mentre quasi tutto il tempo è stato utilizzato per discutere intorno a un tema di grande novità: “Il circolo territoriale come nuova casa dei democratici”.
Diversi gli interventi, dal segretario provinciale Di Bartolo, al consigliere regionale Mammoliti, al presidente dell’assemblea Michele Mirabello, al deputato Viscomi, al tesoriere Enzo Insardà, fino al segretario regionale Nicola Irto. Antonio Carchedi ha avviato i lavori congressuali, poi è stata la volta del segretario del circolo di Filadelfia che ha illustrato le ragioni del circolo territoriale con una relazione dal titolo “Il futuro è nel presente”. A ruota hanno dato il loro fattivo contributo, Romeo Aracri, i dirigenti locali Giuseppe Anello, Gianfranco De Nisi, Antonio Anello ed il sindaco di Francavilla Giuseppe Pizzonia. [Continua in basso]

«Il circolo territoriale – riporta una nota – è un nuovo strumento capace di elaborare una visione politica costruita da donne e uomini che intendono tradurre le idee programmatiche del Partito Democratico in una dimensione più ampia. I circoli di Francavilla e Filadelfia si sono incontrati sul terreno dei bisogni con un approccio nuovo rispetto al cattivo utilizzo degli spazi politici per fini personalistici che, purtroppo, in questi ultimi decenni ha causato il disimpegno di molti cittadini. La prospettiva è la costruzione di opere concrete a partire dalle vocazioni di ogni singolo territorio. Per la valorizzazione di tali risorse è necessario individuare le più valide peculiarità per disegnare la cornice entro la quale 2 costruire un progetto unitario. Tutti gli intervenuti hanno espresso con forza l’urgenza di cambiare passo in una situazione in cui le problematiche del territorio non possono essere affrontate in modo efficace con l’attuale dotazione amministrativa dei singoli comuni. In questo quadro, l’inadeguatezza amministrativa si porrebbe già in fase progettuale, col rischio di vanificare ogni ipotesi di sviluppo che possa invertire la tendenza alla fuga dei giovani e al degrado complessivo delle nostre comunità. Con una visione d’insieme si dovrà ripensare la sanità, il paesaggio, l’ambiente, l’economia, l’istruzione, l’agricoltura, il turismo lento, il sociale, poiché il miglioramento della qualità della vita passa attraverso questo nuovo approccio al cui centro venga posta la democrazia partecipativa.

A questo primo atto concreto di sinergia politica ne seguiranno altri, a partire dall’adesione dei soggetti democratici di Polia. Si tratta, infatti, di un cantiere aperto che, sulle basi di peculiarità geografiche e storiche comuni, adotta un metodo di lavoro capace di affrontare con una nuova prospettiva i problemi come spopolamento, disoccupazione giovanile, degrado infrastrutturale. L’imperativo è porsi di fronte alla politica non con l’atteggiamento di chi dice “cosa posso ottenere dalla politica”, ma di chi dice “cosa posso offrire alla politica”, e, di conseguenza, alla comunità. Per chi sta maturando la condivisione di questo progetto, non si tratta di una dichiarazione di principio difficile da attuare, ma del più concreto atteggiamento per iniziare un vero cambiamento. La nostra visione democratica non può rimanere ancorata a una dimensione autarchica e autoreferenziale che conduce inevitabilmente alla sterilità delle azioni, ma diventare proposta per tutti e, a sua volta, essere plasmata dall’esperienza di tutti. Questa è una sfida difficile, ma che abbiamo l’ambizione e il coraggio di proporre. Se le nuove strade si tracciano a partire dal presente, è nel presente che dobbiamo porre le basi del futuro».

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