sabato,Luglio 2 2022

Comunali a Pizzo, il candidato a sindaco Muzzopappa: «Metteremo ordine al caos»

Intervista all’aspirante primo cittadino che evidenzia i punti salienti del suo progetto. «Finora abbiamo assistito ad una cattiva gestione dell’ufficio tributi. E’ tempo di riorganizzare l’apparato amministrativo»

Comunali a Pizzo, il candidato a sindaco Muzzopappa: «Metteremo ordine al caos»
Il Comune di Pizzo e nel riquadro Francesco Damiano Muzzopappa
Il candidato sindaco di Pizzo Francesco Muzzopappa

E’ la volta del candidato a sindaco Francesco Muzzopappa nell’ambito delle elezioni comunali di Pizzo, che si terranno il 12 giugno prossimo. Tre gli schieramenti in “campo”: una guidato da Sergio Pititto, uno da Emilio De Pasquale e, infine, una terza lista con candidato Francesco Muzzopappa. Questa, cronologicamente, è stata l’ultima a consolidarsi ma, da diverso tempo, sta già provando a mettere basi solide per “ricostruire” Pizzo. L’aspirante primo cittadino Francesco Muzzupappa, avvocato di origini miletesi e consigliere comunale a Filandari, illustra le sue priorità e quelle della sua lista. [Continua in basso]

Che tipo di progetto state strutturando?

«Io e la mia lista sappiamo di trovare un Comune con gravi difficoltà, e non solo perché è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, ma anche per la cattiva gestione dei funzionari. Ci sono dipendenti che lavorano più e altri che lavorano meno. Mancano risorse interne e sicuramente il problema del servizio tributi è uno di quelli di cui il nostro progetto si occuperà maggiormente. Tra l’altro, la società “Seriel” manda delle cartelle piuttosto particolari, che attualmente sono circa 12.000, e tutte mancano dell’atto presupposto, in cui c’è scritto quando sono stati interrotti i termini di prescrizione. Pertanto i cittadini si ritrovano spesse volte delle cartelle incomprensibili ai più, che bisogna essere bravi a decifrare. Ecco perché ritengo ci sia una violazione del diritto di difesa: l’utente non è in condizione di difendersi».

Quali le soluzioni che lei e la sua lista proponete?

«Innanzitutto, fare un accertamento serio su tutta la situazione tributaria, dopodiché cercare di capire quali sono i problemi reali e denunciare il fatto alla Procura della Corte dei Conti, perché a mio avviso ci sono delle vere e proprie responsabilità. I problemi, lo dico spesso, hanno un nome e un cognome. A Pizzo c’è una cattiva gestione dell’ufficio tributi ed ecco perché noi come lista vorremmo mettere seriamente una regola in tale comparto, non assumendo – non si può assumere, il Comune è in dissesto -, ma valorizzando il personale che è già al suo interno. Eventualmente trasferire da un ufficio all’altro i dipendenti, andando a vedere quali sono le professionalità che sono disponibili. Io a Filandari ho anche la delega ai tributi. Insomma, per i primi sei mesi ci dovremmo orientare ed iniziare solo dopo aver capito il problema».

A parer suo, come si potrebbe evitare un così alto tasso di evasione?

«E’ uno dei punti del nostro programma. In primis abbiamo in progetto di ordinare l’apparato amministrativo, poi capire i problemi degli uffici, ed infine chiedere al segretario comunale di cooperare. Io e la mia lista, poi, vorremmo creare qualcosa per la legalità, perché c’è in noi una voglia di cambiamento da un punto di vista dell’onestà e della legalità. Bisogna vedere il dipendente comunale come un amico. Insomma, cambiare la lente, capovolgere il punto di vista: il Comune deve avere le pareti di vetro. Noi abbiamo anche in mente di dare vita ad un notiziario».

Che tipo di lista è la vostra?

«Civica, composta da professionisti, giovani e meno giovani, ai quali unisce l’amore per Pizzo. Puntiamo tutti sulla legalità per poter fare le cose in completa onestà. Ancora non è stata decisa la spartizione dei ruoli e tutte le cose vengono condivise. Noi vorremo mettere ordine nel caos. La lista – che non è ancora definitiva – è attualmente composta da me, da Maurizio Malfarà, Fernando Nicotra, Francesco Feroleto De Maria, Carlo Marcellino, Anna Callipo, Francesca De Agazio, Roberta Cavallaro, Antonio Cervaolo, Daniela Pezzo, Domenico Pafumi, Fabiola Lepore e Sebastiano Farina».

Ci parli di un progetto che ha a cuore.

«Sono diversi: la viabilità, le infrastrutture, il verde pubblico e l’associazionismo. Io da cittadino ho animato il quartiere Contrada Mazzotta, assieme a vari amici: Matteo Pasquale Betrò, Francesco Pizzonia, Antonio Mercuri, Francesco Buffone. A Pizzo, poi, la toponomastica è carente. Così come la valorizzazione del centro storico. Sappiamo che i progetti non sono di facile risoluzione, ma siamo anche consapevoli del fatto che quando un cittadino viene al comune deve sempre trovare qualcuno disponibile. Noi siamo gli ospiti, i cittadini sono i proprietari».

Cosa pensa dei motivi che hanno portato allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose?

«Io non sono uno giustizialista. Quel che è certo è che l’illegalità diffusa, e il non denunciarla, ha portato a questo. Se la popolazione fosse stata più attenta, magari alcuni componenti dell’amministrazione avrebbero fatto più attenzione. Risposte non ne do‘ perché saranno i giudici a darle da un punto di vista tecnico-giuridico, però girare la testa dall’altra parte è stato un errore. I cittadini, infatti, devono essere bravi a controllare l’operato degli amministratori. La popolazione deve sapere vigilare, e io pretendo che questo accada a me qualora dovessi essere io il sindaco. Il Comune è una cosa di tutti».

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