mercoledì,Giugno 29 2022

Comune di Vibo, verso il rimpasto della giunta: chi rischia e chi no. In ballo la delega di vicesindaco

Si va verso la costituzione di un nuovo esecutivo che dovrà avere una maggiore connotazione politica. Da decidere le modalità di scelta dei futuri assessori che entreranno nella “squadra”

Comune di Vibo, verso il rimpasto della giunta: chi rischia e chi no. In ballo la delega di vicesindaco
Il Comune di Vibo Valentia

Una cosa appare ormai certa: sarà una giunta politica e certamente meno tecnica quella che verrà fuori dalla prevista rimodulazione dell’esecutivo comunale di Vibo Valentia che, evidentemente, mira a mettere un argine all’ortodossia dei cosiddetti tecnici. D’altronde i partiti e i gruppi consiliari di centrodestra che oggi costituiscono la maggioranza a Palazzo Luigi Razza sono stati fin troppo chiari con il sindaco della città Maria Limardo. Per loro, nel corso delle ultime settimane, hanno parlato con il capo dell’amministrazione i soli rappresentanti di lista e non i capigruppo o altri suggeritori di corte. Dunque, si deve dare linfa nuova. Necessario cambiare a tre anni dall’inizio della consiliatura: questo l’imperativo categorico vigente e che, naturalmente, anche il primo cittadino ha dovuto fare necessariamente suo. Come detto, dovrà venire fuori una nuova giunta con chiari e riconoscibili connotati politici, anche perché i protagonisti della scena sono chiamati a tenere conto del fatto che il prossimo anno gli italiani saranno chiamati ad eleggere il nuovo Parlamento poiché a marzo del 2023 terminerà la legislatura. E, dunque, a Vibo la politica deve ritornare nei suoi spazi naturali e legittimi e guardare al futuro.

Quella prevista non dovrebbe essere, tuttavia, una rimodulazione a 360 gradi. Assolutamente no. Si procederà -per quanto appreso – con la sostituzione di pochi di assessori e anche con il conseguente cambio di qualche delega. Sul tavolo, in particolare, ci sono le istanze del gruppo di maggioranza di “Città Futura” (che fa riferimento all’ex consigliere regionale Vito Pitaro) che ha chiesto al primo cittadino l’ottenimento di un terzo, se non addirittura di un quarto assessore. [Continua in basso]

Chi rimane e chi va via da Palazzo Luigi Razza

La sala giunta del Comune

Diversi sono gli assessori che, verosimilmente, dovrebbero rimanere fermi al loro posto al tavolo dell’esecutivo, poiché premiati, evidentemente, per il loro lavoro e impegno: si tratta di Giovanni Russo (Lavori pubblici), Domenico Francica (Attività produttive), espressione entrambi del gruppo consiliare di “Città Futura”, Vincenzo Bruni (Ambiente), vicino a Forza Italia, Maria Teresa Nardo (Bilancio e Programmazione finanziaria), individuata a suo tempo dallo stesso sindaco e considerata decisiva nella gestione dei conti pubblici dell’ente, e Michele Falduto (Sport e Turismo), rappresentante in giunta di Fratelli d’Italia. Dovrebbero, invece, rimanere fuori (tranne ripensamenti e contrattazioni dell’ultima ora che in politica possono sempre accadere) dalla giunta gli assessori Daniela Rotino (Cultura) e Rosamaria Santacaterina (Politiche sociali), la prima indicata da Forza Italia, mentre la seconda è stata scelta direttamente dal primo cittadino per sostituire l’ex assessore Franca Falduto. La titolare della Cultura è stata la “regista” di “Vibo Capitale italiana del libro” e la sua sostituzione potrebbe essere in qualche misura legata al titolo che per la città volge al termine con l’imminente passaggio di consegne con la città di Ivrea che avverrà a fine maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino.

La titolare delle Politiche sociali, invece, pagherebbe la sua estromissione dalla giunta Limardo a causa delle innumerevoli e pesanti critiche giunte, spesso e volentieri peraltro in maniera pubblica quanto bipartisan, per il suo operato all’interno del proprio assessorato. A rischio anche l’assessore Pasquale Scalamogna (Urbanistica), tecnico, in passato è stato anche dirigente al Comune, vicino a Forza Italia e indicato al sindaco per un posto nell’esecutivo dal suo capocorrente Antonino Daffinà, che oggi potrebbe subentrare in giunta proprio al suo posto.  Il punto più delicato dell’intera operazione politico-amministrativa è rappresentato dal futuro che attende l’assessore e vicensindaco Mimmo Primerano (Personale e Affari generali), espressione diretta del primo cittadino che lo ha fortemente voluto al suo fianco in questa consiliatura, ma con il passare del tempo finito nel mirino delle critiche della stessa maggioranza, tanto che “Città Futura” avrebbe anche chiesto la sua sostituzione. Difficile, però, da attuarsi. Il sindaco tiene duro. Molto probabile che – a questo punto – Maria Limardo possa decidere per la revoca della delega di vicesindaco, che a questo punto diverrebbe un “affare” tra “Città Futura” e Forza Italia. [Continua in basso]

I criteri per la individuazione dei nuovi assessori

Da concordare, infine, soltanto le modalità con cui individuare i futuri assessori comunali. Due le opzioni da sempre in campo: o si decide per lo scorrimento interno ai gruppi consiliari (con l’ingresso poi in consiglio comunale dei primi dei non eletti) o si pratica la strada della ricerca all’esterno dell’aula consiliare dei nuovi componenti l’esecutivo (criterio utilizzato per mettere in piedi la prima giunta), i quali – se così fosse – dovranno essere individuati tra i non eletti nelle liste di Forza Italia e “Città Futura”. Al momento, tuttavia, difficile dire quale soluzione si sia decisa di perseguire. In ogni caso, pensiamo che a breve, al sindaco Maria Limardo dovrebbero essere consegnati i nomi dei nuovi assessori per chiudere così la partita attorno alla rimodulazione della giunta e rilanciare l’azione amministrativa in vista ormai degli ultimi due anni di mandato. Poi di nuovo tutti al voto.   

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