sabato,Aprile 20 2024

Cimiteri di Vibo e frazioni, Russo (Coraggio Italia): «Degrado e strutture inadeguate»

Lo stato di abbandono delle "case dei defunti" denunciato da quattro consiglieri comunali

Cimiteri di Vibo e frazioni, Russo (Coraggio Italia): «Degrado e strutture inadeguate»
Il cimitero di Vibo Valentia

Sulla delicata situazione in cui verserebbero i cimiteri della città capoluogo e delle frazioni, interviene Giuseppe Russo, vice capo gruppo di Coraggio Italia, il quale fa sapere che in occasione del Consiglio comunale che si svolgerà domani, presenterà «un ordine del giorno con urgenza, condiviso dall’intero gruppo composto da Katia Franzè, Pietro Comito ed Elisa Fatelli, che riguarda la situazione delicatissima che vivono i nostri cimiteri fra incuria e non adeguamento alle nuove norme di polizia mortuaria, evidenziando altresì che il 20 dicembre del 2020 in Consiglio comunale, all’unanimità si dava mandato al sindaco Maria Limardo di attivarsi anche per i restanti cimiteri, sulla base di una relazione redatta dagli uffici comunali competenti cimiteriali da dove si evidenziava mancanza di posti anche nei cimiteri di Longobardi, Piscopio, Bivona e Triparni». [Continua in basso]

Giuseppe Russo

Cimiteri nel caos, l’affondo dell’esponente di Coraggio Italia. «Tra sporcizia, mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria e, soprattutto, di posti per le salme, il primo biglietto da visita, è dato da scritte ingiuriose e altrettanto volgari sui muri perimetrali di entrata del cimitero del capoluogo – con altro intervento in assenza di ripristino della pulizia dei muri mi ero reso disponibile a intervenire ai lavori con fondi personali, previa autorizzazione degli uffici comunali competenti -, per poi entrarci e scorgere al primo impatto: corridoi sporchi, escrementi di piccioni sulla pavimentazione e perfino su alcune lapidi e sulle scalette, oltre a topi morti, per cristallizzare, infine, una realtà composta di zone completamente allagate alle prime piogge autunnali e cordoli degli edifici adibiti a loculi fatiscenti e pericolanti, il tutto a causa di una totale mancata programmazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che ne garantiscano la giusta agibilità e sicurezza dei luoghi». Russo, traccia cosi «una situazione decisamente inadeguata al rispetto dei luoghi (nel cimitero del capoluogo e anche nei cimiteri delle frazioni) dove le persone si recano per rendere omaggio alle tombe dei propri cari», ma l’attenzione sul caos cimiteri, prosegue il consigliere comunale «è posta particolarmente per la mancanza all’interno di essi, con particolare riferimento al capoluogo e alla frazione Vena, di spazi di loculi.

Quindi “Vietato morire” in questo caso, infatti è assurdo ma purtroppo realtà che nel mezzo del calvario delle famiglie colpite dal lutto, oltre al dolore, le stesse debbano scontrarsi con il diniego di un posto dove poter tumulare un proprio caro. E’ pur vero che su input del consigliere Pietro Comito sono state avviate le procedure di aggiudicazione dei lavori di ampliamento dei cimiteri di Vibo Valentia e Vena da realizzarsi in Project Financing – precisa – ma tale procedura seppur abbia registrato forti ritardi e sembra essere ripartita richiede ancora tempi abbastanza larghi da non consentire la normalità nel breve termine. A tutto questo si aggiunge un obsoleto e vecchio ordinamento giurisprudenziale adottato ad oggi dal Comune di Vibo che non consente situazioni alternative per una oggettiva risoluzione per la mancanza di loculi, dove l’unica certezza è il caos che regna. Non c’è una cosa giusta in tutto questo – precisa Russo – Si è perso di vista il lutto, le difficoltà che vivono le famiglie colpite dalla scomparsa di un proprio caro, eppure in questo mondo, più di altri, c’è bisogno di sensibilità ed etica. L’unica alternativa per ricavarne posti ad oggi utilizzata sembra sia soltanto l’estumulazione dei cadaveri tumulati a scadenza della concessione (circa 99 anni) per il trasferimento dei resti nell’ossario comunale».

Il cimitero di Vibo allagato

Al proposito, il gruppo di Coraggio Italia, ricorda che «in linea di massima, l’estumulazione si esegue alla scadenza della concessione, ma le amministrazioni, dopo la circolare n. 10 del 31 luglio 1998, la promulgazione  della Legge 130/01 e soprattutto l’emanazione del Dpr 254/90, possono emanare regolamenti con che consentano procedure ordinarie per estumulazioni dopo 20 anni dalla tumulazione. Disconosciuta e quindi mai applicata la legge 130 del 30 Marzo 2001 con la quale è stato finalmente snellito l’iter per la richiesta della Cremazione dove anche in Italia viene autorizzata la dispersione delle ceneri o l’affido dell’urna presso la residenza del congiunto. La proposta. “Quindi – conclude Coraggio Italia – previo adeguamento degli Uffici comunali dell’attuale regolamento vigente con l’ordinamento italiano di polizia mortuaria, l’applicazione di procedure volte ad avviare soluzioni giuridicamente consentite per recuperar spazi, definita gergalmente in alcune zone d’Italia come “spurgo” e l’indizione da parte degli Uffici comunali competenti, di una manifestazione di interesse e/o avviso esplorativo, ai sensi della normativa di affidamento appalti vigente, per l’individuazione di un soggetto idoneo che si occupi del servizio di trasporto e cremazione resti mortali non mineralizzati provenienti da esumazione/estumulazione».

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