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Vibo Marina, verso il ripristino di balaustre e pavimentazione in piazza Capannina

Dopo la demolizione del Chiosco Azzurro, il Comune approva il progetto esecutivo e definitivo per il lavori di messa in sicurezza e decoro

Vibo Marina, verso il ripristino di balaustre e pavimentazione in piazza Capannina
La recinzione pericolante in piazza Capannina a Vibo Marina per la quale sono stati spesi fior di soldi pubblici. In fondo il Chiosco Azzurro oggetto di demolizione

Altri 45.000 euro stanziati (basteranno?), nell’auspicio che questa sia la volta buona. Già, perché i lavori di ripristino del decoro e messa in sicurezza avviati già dalle amministrazioni precedenti, iniziando da quelli finanziati ed intrapresi sotto la guida del sindaco Costa, non ebbero gran fortuna: parapetti e marciapiedi, alla vecchia Capannina, simbolo dell’ormai fu «Giardino sul mare» di Vibo Marina, crollarono sotto il peso delle mareggiate e della pioggia. Fu sufficiente una notte… [Continua in basso]

Un’immagine di piazza Capannina negli anni ’60

Ritenta ora, auspica con più fortuna ed una migliore qualità delle opere e dei materiali impiegati, l’amministrazione guidata dal sindaco Maria Limardo, che approva – la firma in calce al provvedimento è del dirigente del settore preposto Domenico Scuglia – il progetto definitivo ed esecutivo e la determina a contrarre per l’affidamento degli interventi. Dalla pavimentazione alle balaustre, secondo i piani di Palazzo Razza tutto verrà ripristinato a piazza Capannina, teatro – recentemente – della demolizione (sotto le ruspe dell’autorità giudiziaria) di un altro immobile simbolo, il Chiosco Azzurro: metafora, da un lato, della deregulation che ha cementificato selvaggiamente il quartiere Pennello dagli anni ’70 in avanti e, dall’altro, del declino di un turismo che ormai non c’è più.

Intervento necessario ma pur sempre tampone nella più popolosa frazione della città, la cui striscia litoranea, oltre che dall’abusivismo, è stata nei lustri devastata dall’erosione costiera e da tutta una serie di interventi di ripascimento litoraneo e riqualificazione che si sono rivelati assolutamente controproducenti. Iniziati durante l’amministrazione di Alfredo D’Agostino, proseguirono con Elio Costa, Franco Sammarco e Nicola D’Agostino, passando per l’alluvione del 3 luglio 2006, la sdemanializzazione del Pennello ed una serie di costosi progetti che non hanno restituito alcun decoro ad un’area sempre più degradata ed insicura.

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