Parco delle Serre, i sindaci vogliono un presidente

Per i primi cittadini dell’area delle Serre, dopo i commissariamenti, è ora di voltare pagina e nominare gli organismi di gestione.

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Per i primi cittadini dell’area delle Serre, dopo i commissariamenti, è ora di voltare pagina e nominare gli organismi di gestione.

La sede del Parco delle Serre
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Sette sindaci uniti nel chiedere la nomina del presidente del Parco naturale delle Serre. La richiesta, inviata al presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, porta in calce le firme del primo cittadino di Serra San Bruno, Bruno Rosi, e dei colleghi di Mongiana (Bruno Iorfida),  Spadola (Giuseppe Barbara), Fabrizia (Antonio Minniti), Brognaturo (Giuseppe Iennarella), Pizzoni (Tiziana De Nardo) e del rappresentante di Sorianello, Bruno Ciconte.

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In sostanza, i primi cittadini dell’area delle Serre, sostengono a gran voce la «straordinaria opportunità» rappresentata dall’Ente parco «per un ampio territorio che abbraccia tre province e che, dopo decenni di attesa, vede porre le premesse per l’avvio  di uno sviluppo sostenibile».  Vengono richiamate le «vicissitudini che ne hanno contraddistinto la storia, rallentando il processo benefico per le comunità locali che hanno inizialmente percepito l’Ente di tutela ambientale come una fonte di vincoli». Tuttavia, spiegano più avanti, «le azioni a sostegno della crescita economica e sociale concretizzate negli ultimi anni sono riuscite ad invertire la tendenza, facendo considerare alla popolazione la presenza del Parco come un’effettiva chance per far emergere le molteplici potenzialità dei territori interessati».

Vantaggi «divenuti evidenti così come il miglioramento della qualità della vita. È rimasto, però – argomentano ancora i sindaci -, un segnale che può generare dubbi e confusione: il susseguirsi di commissari alla guida dell’Ente. Esso, al di là della bontà dell’azione amministrativa, costituisce un elemento d’incertezza che lascia presumere negatività nascoste che, in realtà, non esistono. L’ormai  imminente scadenza del mandato commissariale consegna, dunque, la possibilità di interrompere questo messaggio e sostituirlo con quello della “normalizzazione” delle attività per il tramite della designazione del presidente e degli organismi previsti dalla legge». Una soluzione auspicata anche perché, aggiungono Rosi e colleghi, «sarebbe la migliore testimonianza di cambiamento per una Calabria che conserva la speranza di valorizzare il suo patrimonio naturale e di colmare il gap che la divide dalle realtà più avanzate».